L'insulto - (Ziad Doueiri, 2017) - Recensione - Con Adel Karam, Rita Hayek, Kamel El Basha, Christine Choueiri, Camille Salameh
A Beirut la guerra civile tra i libanesi cristiani e i libanesi musulmani alleati ai profughi palestinesi e' finita nel 1990, ma basta un processo a seguito di un diverbio tra due persone culminato con un insulto un po' pesante per riportare in tutto il paese in un clima da guerra civile.
I due contendenti sono Toni, libanese cristiano di professione meccanico, e Yasser, ingegnere palestinese e profugo, che lavora come apprezzato capo cantiere nell'edilizia.
Il bel film scritto e diretto dal libanese Ziad Dueri offre uno spaccato della complessa situazione libanese molto interessante, anche se, almeno inizialmente, un occidentale non addentro alle dinamiche passate e presenti del paese fatica un po' a capire che forze rappresentano i personaggi del lungometraggio.
Difficile anche capire il muro contro muro dalle radici storiche e ideologiche che si instaura tra Tony e Yasser, due persone peraltro perbene.
Ottima la trama, piuttosto equilibrata, ed eccellenti le recitazioni dei protagonisti, tra questi l'avvocato difensore di Tony e la figlia, che difende Yasser.
L'insulto e' stato candidato al'Oscar 2018 per il miglior film straniero.
Voto: 8.5/10
