The wife - Vivere nell'ombra - (Björn Runge, 2017) - Recensione - Con Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Harry Lloyd, Annie Starke
Una anziana e apparentemente affiatata coppia, lui scrittore, lei "moglie dello scrittore" ed ex scrittrice, vengono svegliati da una telefonata da Stoccolma con la clamorosa notizia della vincita del Nobel per la letteratura.
Johan e Joe Castleman Partono alla volta della Svezia per il celebre riconoscimento (e relativa curiosa e complessa cerimonia) con il figlio, anch'egli con velleita' di scrittore un po' frustrate, soprattutto dal padre Joe.
La', dopo il discorso che Joe tiene al banchetto della cerimonia, l'equilibrio di Johan, che aveva chiesto di non essere citata ma sulla quale il marito alla fine ha basato il suo discorso, si rompe. Si alza e abbandona la sala.
Le successive scene rivelano cio' che era a tutti nascosto, e che solo le ricerche di un sedicente e maltrattato biografo dello scrittore aveva parzialmente intuito...
The wife - Vivere nell'ombra e' un bel film tratto dall'omonimo romanzo di Meg Wolitzer, e diretto dal regista svedese (soprattutto teatrale, e dal film questo traspare) Björn Runge.
Ma la buona realizzazione generale e la trama interessante non avrebbero potuto ottenere l'ottimo risultato se non supportato dalla bravura degli interpreti, in particolare grazie ad una stratosferica Glenn Close, che per questo film ha vinto giustamente il premio per la migliore attrice ai Golden Globe del 2019.
Voto: 8.5/10
