Mary Shelley - Un amore immortale - (Haifaa Al-Mansour, 2018) - Recensione - Con Elle Fanning, Douglas Booth, Tom Sturridge, Bel Powley, Ben Hardy, Maisie Williams
Londra, primi anni dell'800.
Figlia della femminista ante litteram Mary Wollstonecraft e dello scrittore William Godwin, Mary Wollstonecraft Godwin (Mary Shelley), segue le orme materne per quanto riguarda il temperamento ribelle e poco incline ai compromessi che le donne dovevano accettare. Ha velleita' di scrittrice. E' affascinata dalle storie decadenti e gotiche, comprendenti fantasmi, e ama passare il tempo e scrivere nel cimitero dove e' sepolta la madre, morta poco dopo la sua nascita.
Vive con il padre, la matrigna (con la quale ha cattivi rapporti) e la amata sorellastra.
A causa di questo si trasferisce per studiare a casa di amici del padre. Qui conoscera' l'amore della sua vita, il poeta Percy Bysshe Shelley, dalle idee sull'amore e sulla coppia assai "libere", ma non privo di un certo maschilismo. Le nasconde che in realta' e' gia' sposato ed ha una figlia.
L'ambiente e' quello degli scrittori romantici di inizio '800, e in questo ambito conosce il famoso poeta Byron, con il quale la sorella avra' una relazione e un figlio (ma verra' subito abbandonata da Byron, libertino, dandy egocentrico e maschilista).
In questo fertile contesto Mary scrivera', a 19 anni, il suo romanzo piu' famoso, "Frankenstein o il moderno Prometeo", che avra' molte difficolta' a pubblicare, anche perche' lei e' una donna, e infatti nelle prime edizioni il suo nome non comparira'...
Mary Shelley - Un amore immortale e' dunque al storia vera della autrice di Frankenstein, curiosamente diretto e sceneggiato dalla saudita Haifaa al-Mansour, alla quale la questione femminile sta certamente a cuore (come nel film precedente, "La bicicletta verde").
Pur con un taglio piuttosto classico per i film di questo genere, il lungometraggio si fa apprezzare per la fattura curata e le interpretazioni intense.
Anche la storia (poco nota, almeno per me) e' decisamente interessante.
Voto: 8.5/10
