La vita agra - Luciano Bianciardi - Recensione
Libro del 1962, da cui venne tratto, nel 1964, un film diretto da Carlo Lizzani e interpretato da Ugo Tognazzi.
Romanzo pressoche` autobiografico: il protagonista lascia la provincia, dove restano a vivere la moglie e il figlio piccolo, per andare a vivere a Milano.
Parte con l’intenzione di far saltare il “torracchione di vetro e cemento” dove si trova la direzione della societa` mineraria responsabile, a causa di una sciagurata politica di riduzione delle spese, di un incidente costato la vita a 43 minatori (riferimento a un episodio veramente accaduto).
In realta` resta invischiato nella vita quotidiana del dopoguerra Milanese, con I suoi aspetti di frenesia, ricerca ossessiva del lavoro, incombenze da pagare, traffico caotico, stress di tutti I tipi.
Lui e la nuova compagna Anna reagiscono elaborando una loro maniera di vivere un po’ fuori dagli schemi, che consente loro una sia pur limitata liberta`: ma rimane la sua critica del modello sociale che gli sta davanti agli occhi, che esprime con un continuo borbottio di disapprovazione.
E` un libro piu` piacevole da leggere che facile da descrivere, in cui compaiono termini a volte curiosi che paiono perfino inventati.
Sembra un po’ la storia di uno che non ha nessuna voglia di lavorare, ma in realta` riesce a costruirsi una nicchia di lavoro, rinunciando a cadere nell’ambizione; sempre attento al contesto, ai costumi, ai modi delle persone che lo circondano.
E` l’affresco di un mondo e di un periodo della nostra storia.
