La doppia ora - (Giuseppe Capotondi, 2009) - Recensione - Con Ksenia Rappoport, Filippo Timi
A Torino, una apparentemente fragile cameriera d'albergo di Lubiana conosce in un luogo di incontri per single (speed date) Guido.
Lui, ex poliziotto, attualmente lavora come custode in una grande e ricca villa fuori citta'.
In quel luogo invita Sonia (la villa e' disabitata), ma una banda di ladri irrompe immobilizzando i due e svuotando la dimora dei preziosi quadri.
Per difendere Sonia, Guido viene colpito da un'arma da fuoco, e muore, o forse no...
La trama di "La doppia ora", un film un po' thriller, un po' giallo, svela a poco a poco la realta' dei fatti, con una sceneggiatura piuttosto curata e originale, frutto del lavoro di Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo.
Timi e la Rappoport sono da parte loro bravi a tratteggiare i caratteri dei protagonisti, non banali.
Giuseppe Capotondi, al suo esordio come regista di lungometraggi, riesce da parte sua a gestire bene le fila del discorso.
Con questo film Ksenia Rappoport ha vinto la coppa Volpi a Venezia 2009.
Voto: 8/10
