La briscola in cinque - Marco Malvaldi - Recensione
E` il libro d’esordio di Marco Malvaldi, del 2007.
Si tratta di un giallo in cui il Poirot, il Maigret, e` un “barrista” (secondo la pronuncia di Livorno e dintorni), ovvero un giovanotto che, avendo vinto al Totocalcio, si e` comperato un bar (chiamandolo il BarLume) in un non meglio precisato paesino del lungomare maremmano, e li` passa le sue giornate (e nottate).
Al bar, una mattina presto all’ora della chiusura (verso le 4), arriva un ragazzino ubriaco che tenta, senza essere creduto, di avvisare i carabinieri di aver visto un cadavere di ragazza spuntare da un cassonetto, vicino alla pineta.
Qui inizia il coinvolgimento di Massimo il barrista, che tornato al cassonetto insieme al ragazzino, non puo` che constatare l’effettiva presenza della ragazza morta (e a Massimo I carabinieri credono).
Massimo e` un tipo particolare, intelligente e acuto osservatore, dotato di battuta pronta e tagliente. La sua mentalita` matematica gli fornisce un approccio scientifico nell’analisi degli eventi che si rivela vincente, e alla fine praticamente il caso lo risolve lui.
Ma quello che rende davvero particolare questo “giallo” e` tutto il contorno, l’ambiente del passeggio e dei frequentatori del bar, tra cui spicca il gruppo dei quattro vecchietti, uno dei quali e` il nonno di Massimo, che bivaccano tutto il giorno al bar facendo commenti, spettegolando, mangiando gelati, giocando a carte, litigando amichevolmente tra loro e ficcando il naso ovunque, un coro greco di datati e abbastanza ridicoli curiosoni.
Riassumendo, e` un giallo vero raccontato da una prospettiva insolita. Gradevole e scorrevole, si legge in mezza giornata, magari qualche minuto in piu` per chi non capisce assolutamente il livornese che abbonda nelle conversazioni dei vecchietti...
Voto:8/10
