Il lato fresco del cuscino - Vittorio Zucconi - Recensione
05
giu
2019
Ultimo libro del giornalista prematuramente scomparso un mese fa, nel maggio 2019.
È un libro autobiografico a episodi che spazia lungo tutti i periodi della vita dell'autore, dall'infanzia nel dopoguerra, in Italia, ai periodi da inviato o da corrispondente dall'estero, nei posti più disparati: dalla Mosca sovietica a Parigi, dal Kuwait a Washington.
Non è precisamente un resoconto, ma sembra più il bilancio di una vita movimentata con ambizioni di tranquillità, come dimostra il fatto di essersi portato ovunque famiglia e figli piccoli, di aver trovato il tempo di affezionarsi a due animali domestici (cani) accuratamente scelti, di aver trovato il tempo per coltivare un'insospettabile passione per le automobili. È un racconto in cui sono gli oggetti stessi a evocare i ricordi e a suscitare sentimenti di affetto. Certamente, nessuna generazione come quella di Vittorio Zucconi si è trovata nel mezzo di un'incredibile, velocissima, inimmaginabile evoluzione tecnologica che si è tradotta in un cambiamento drastico e imprevedibile della vita di noi tutti. Il passaggio dalla macchina da scrivere al PC, l'evoluzione dal "dettare il pezzo" al telefono al mandare direttamente il file con l'articolo già pronto e confezionato. Passando dal problema di trovare un telefono, in una zona di guerra, al trovare il wifi.
C'è molta tenerezza in questo libro, c'è anche una specie di saggezza raggiunta da un uomo che forse non aveva ancora smesso di stupirsi di come si fosse così velocemente evoluta la sua vita.
È un libro di commiato, anche se forse non era stato pensato per esserlo. Avrò molta nostalgia di Vittorio Zucconi.
E anche valutandolo "a freddo", è un libro bellissimo.
Voto: 9/10
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti
