Andrea Vitali – La mamma del sole - Recensione
La mamma del sole, secondo la tradizione sarda, sarebbe una bellissima signora che, se incontra per strada un bambino nelle prime ore del pomeriggio, quando I bambini dovrebbero stare in casa perche` fa troppo caldo lo tocca lasciandogli un segno sulla fronte e piu` tardi al bambino verra` la febbre.
Questa citazione non e` particolarmente attinente alla storia narrata, a parte il fatto che fa molto caldo e che tra I personaggi compare un carabiniere sardo.
Anche la storia e` abbastanza debole e spalmata in mezzo a tutta una serie di storielle secondarie, come uno spettacolo teatrale in cui la scenografia e I costumi contino molto piu` del testo da recitare.
Un’anziana signora sparisce dalla casa di riposo in cui si trovava. Ha un segreto di cui vuole parlare con l’anziano parroco del paese. La storia portante sarebbe questa, esile, appunto. Ma questo racconto e` affogato in descrizioni varie, della caserma dei carabinieri e dei carabinieri stessi, del vetraio, della traversata interoceanica degli idrovolanti di Italo Balbo, della poco dignitosa madre di 14 figli (con molti padri) che un gruppo di buontemponi vorrebbe presentare al Duce come madre esemplare, ecc ecc.
Un affresco di un piccolo paese sul lago in piena epoca fascista, un piccolo mondo di pettegolezzi e dispettucci tra vicini, di “buone cose di pessimo gusto”.
Un racconto che entra da un orecchio ed esce dall’altro, quasi senza transitare per il cervello.
E non fa neanche ridere, come invece faceva, ad esempio, “Olive comprese” dello stesso autore, nonostante una certa comicita` volgarotta.
L’ho letto in due giorni, perche` si legge facilmente, ma non mi ha lasciato nulla.
Voto: 5/10
