Cuori puri - (Roberto De Paolis, 2017) - Recensione - Con Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce
La diciottenne Agnese ruba da un centro commerciale un cellulare di scarso valore. Scoperta, viene inseguita dall'addetto alla sorveglianza Stefano.
Il film inizia con i primi piani dei 2 ragazzi che corrono. Alla fine Stefano raggiunge Agnese, che pero' riesce ad impietosirlo (e' anche una ragazza caruccia), e la lascia andare, con il cellulare rubato.
A seguito di questo Stefano, un ragazzo difficile della borgata romana con madre e padre (nullafacente) in procinto di essere sfrattati dalla casa per morosita', sara' licenziato.
Riuscira' a trovare lavoro come custode di uno squallido parcheggio da condividere con un piccolo accampamento di nomadi, con i quali c'e' sempre una certa guerra.
Agnese aveva rubato il cellulare perche' la madre Marta, amorevole ma molto severa, aveva sequestrato il suo in quanto aveva scoperto una chat con un ragazzo che lei trovava sconveniente.
Marta e' molto cattolica, quasi integralista, e ci tiene che la figlia frequenti un gruppo di giovani cattolici seguiti dal volenteroso (e simpatico) Don Luca.
Agnese e Stefano, all'insaputa della madre che non avrebbe approvato affatto, cominciano pero' a frequentarsi...
Duro, spigoloso, realistico, difficile, senza stereotipi e non politicamente corretto (ma nel modo giusto, secondo me, e certamente scevro dal "cattivismo" oggi di moda) l'opera prima di Roberto De Paolis stupisce per il realismo e la precisa descrizione degli ambienti che racconta.
Ottimi e ottimamente diretti gli attori. Stupefacente a mio avviso la prova di Stefano Fresi nei panni di Don Luca.
Un bellissimo esempio di cinematografia che fa ben sperare per i prossimi lavori del fotografo, sceneggiatore e regista Roberto De Paolis.
Voto: 9/10
