Una vita come tante - Hanya Yanagihara - Recensione
Di Hanya Yanagihara, scrittrice statunitense di origini hawaiane.
Titolo perfino ironico per un libro monumentale (circa 1100 pagine), di cui peraltro non si sente il peso almeno per tutte le prime 800-900, che si leggono d’un fiato. Poi la storia rallenta un po’, ma recupera nelle ultime pagine.
Non ci si annoia, comunque, e non si parla di “una vita come tante”, o almeno si spera che non vi siano molte vite di questo genere.
E` una storia complessa ma semplice, per molti aspetti assolutamente tremenda, un presente luminoso ambientato nel mondo newyorkese di universita` prestigiose, importanti studi legali, gallerie d’arte che fa seguito al passato scuro e irraccontabile del protagonista, Jude.
E` anzitutto la storia di una grande amicizia che si sviluppa tra 4 giovani universitari (JB, Willem, Malcolm, Jude) ciascuno dei quali ha una sua straordinaria potenzialita` destinata ad emergere; ma due di questi ragazzi, Jude e Willem, hanno avuto un’infanzia a un’adolescenza difficile. Di questo passato Willem riesce in parte a liberarsi, Jude no, anche perche` il suo passato e` oggettivamente il piu` pesante: e` una storia quasi di orrore, a cui si accenna di tanto in tanto, con crudezza “necessaria”, senza eccedere nei particolari, ma lasciandoli immaginare (e forse e` questo l’aspetto peggiore): era orfano e ha subito abusi di ogni tipo, che gli hanno causato anche gravi e irreversibili problemi di salute.
Fin dall’infanzia Jude si ferisce da solo per sopportare le situazioni che deve affrontare, e` stato istigato a farlo da uno dei suoi sfruttatori, come palliativo (!!) a un presente insopportabile, e adesso continua a farlo come un vizio in grado di attenuare l’impatto dei ricordi. Gia` qui siamo, direi, in piena patologia.
Jude e` amato da tutti, che ignorano, ma intuiscono che qualcosa di tremendo si e` annidato nella sua anima in un passato che sembra remotissimo, e tentano in tutti I modi di aiutarlo ad uscirne, ma non sapendone nulla a volte non riescono neppure a essere efficaci. A poco servono l’aiuto di Andy, amico e medico, di Harold e Julia, genitori adottivi, di Willem che dopo anni di semplice amicizia diventa il suo grande amore. Jude e` omosessuale, ma in realta` non ha avuto un modo naturale di affrontare il sesso, quindi ora e` come se fosse asessuato, perche` il sesso ormai lo nausea.
Si potrebbe riassumere dicendo che questo libro racconta l’incapacita` del protagonista di adattarsi alla vita, di recuperare un presente sereno, nonostante il grande successo lavorativo ed economico e la stabilita` sentimentale, perche` non riesce a liberarsi del suo passato.
Anche Willem ha un passato pesante, legato a una famiglia piuttosto povera e poco acculturata e a un fratellino malato e perduto, ma reagisce diversamente, il suo passato gli serve a dare spessore alle sue capacita` recitative, e infatti diventa un attore famoso.
Certo, gli inizi di Jude e Willem sono ben piu` faticosi di quelli di Malcolm e JB, che hanno famiglie piu` “consistenti” e disposte a incoraggiarli, ma in realta` lo svantaggio iniziale finisce per servire da stimolo. Comunque tutti e 4 gli amici raggiungono l’apice del successo e questo e` l’aspetto meno realistico del libro, considerando che la storia si svolge a New York, la citta` competitiva per eccellenza (e mi sembra un po’ impossibile questa “riuscita al 100%”).
JB e` un artista, Malcolm un architetto, Willem un attore, Jude un avvocato imbattibile. E poi c’e` un fitto mondo di amici, fidanzati, fidanzate, in un ambiente che sembra luminosamente privo di pregiudizi sessuali o razziali (ma non si puo` fare a meno di notare che nessuno e` fallito, o povero, o non acculturato). Non tutti scevri da una certa nevrosi, ma questa pare essere un po’ la caratteristica distintiva di un certo ambiente newyorkese.
Jude e` adorato dagli amici ma troppo ritroso a farsi aiutare, cosi` gli capita di sbagliare e pagarne conseguenze pesantissime.
Fin qui la storia e` corale, il libro ci prende alla gola; seguiamo l’evolversi della vita di tutto questo gruppo di persone per diversi decenni, dall’universita` fino alla maturita` avanzata.
E` li` che la storia rallenta e sembra diventare un lentissimo epilogo. Il racconto cala di tensione e per alcune pagine puo` succedere di annoiarsi un po’, probabilmente a causa delle aspettative scatenate dalle pagine precedenti; ma poi recupera e procede spedito fino al finale (tragico, ma non avevamo dubbi).
Concludo, non volendo raccontare troppo (e un po’ nel timore di averlo gia` fatto): e`un libro bellissimo e impegnativo, racconta con scioltezza storie complesse e anche scabrose con estrema attenzione ai particolari, ai dettagli, ai risvolti psicologici; ci sono pagine memorabili per la capacita` di raccontare sentimenti che puo` capitare di aver provato e si trovano perfettamente descritti. E` anche una bella storia di amicizia, di filosofia di vita, di ricerca di valori, di condivisione. Commuove e puo` far arrabbiare.
E` quasi un Dostojevsky contemporaneo. Si legge facilmente, ma non e` adatto a tutti. E ovviamente, dati gli argomenti, non e` per bambini, ne` per adolescenti.
A tutti gli altri, purche` abbiano tempo da dedicargli (io gli ho dedicato tutta una convalescenza post-operatoria) lo consiglio.
Voto: 9/10
Nota: la recensione e' scritta da quella grafomane di mia moglie...
