Detroit - (Kathryn Bigelow, 2017) - Con Will Poulter, Hannah Murray, Jack Reynor, John Boyega, Anthony Mackie.
Il film narra di un episodio poco conosciuto (qui da noi) successo durante le rivolte del ghetto abitato dalle persone di colore a luglio del 1967, a Detroit.
Qui, in quegli anni, si assistette ad una immigrazione interna dalle zone del sud degli afroamericani in cerca di migliori condizioni di vita, e a Detroit il lavoro nelle grandi fabbriche automobilistiche non mancava.
L'atteggiamento delle forze dell'ordine non era certo tenero, e a seguito di una muscolare retata in un club dove si vendevano alcolici senza licenza, iniziarono violente rivolte che degenerarono in saccheggi nei negozi.
In questo contesto, l'irruzione di una pattuglia della polizia locale nel motel Algiers dove si sospetta la presenza di cecchini che sparavano contro le forze dell'ordine.
A guidare la pattuglia c'era l'odioso Krauss, un giovane evidentemente razzista. Le persone presenti vengono in pratica sequestrate. Erano tutte di colore tranne due ragazze bianche (elemento che sicuramente ha peggiorato la situazione).
Le modalita' usate dalla polizia per cercare di estorcere i nomi dei colpevoli e ritrovare l'ipotetica arma, palesemente illegali e molto violente, culminarono con la morte di un ragazzo...
Dopo la prima parte, quasi documentaristica e un po' affrettata e confusa, il centro focale della pellicola e' quello all'interno della casa del motel dove i poliziotti perpetravano una violenza psicofisica feroce. 40 minuti piuttosto ben riprodotti nella pellicola diretta da Kathryn Bigelow che ti fanno domandare se fatti del genere possano mai essere realmente accaduti in paesi civili.
Poi, ricordando episodi piu' recenti della storia americana e ad un atteggiamento, che oggi si fa strada anche in europa, di voglia di giustizia sommaria e rancorosa, capisco che puo' essere accaduto, accade e puo' ancora accadere.
Voto: 7.5/10
