Berlin Syndrome - In ostaggio - (Cate Shortland, 2017) - Recensione - Con Teresa Palmer, Max Riemelt, Matthias Habich, Tim Kano, Vitus Wieser, Emma Bading.
Clare e' appena arrivata a Berlino dall'Australia. E' una giovane fotografa interessata ai palazzi della zona est.
Incontra casualmente Andi. Appare come un bravo ragazzo, insegnante di inglese in una scuola di scienze motorie.
I due si piacciono e finiscono con il passare la notte nella casa di lui, in un palazzo abbandonato di una zona degradata di Berlino.
Il mattino dopo si accorge che lui, uscito per andare ad insegnare, ha chiuso a chiave la porta di ingresso senza lasciarle la possibilita' di uscire...
Berlin Syndrome e' un buon thriller psicologico diretto dalla regista australiana Cate Shortland che ha basato il racconto sull'omonimo romanzo di Melanie Joosten.
Quello del sequestro di persona da parte di una mente malata non e' certo nuovo nel panorama cinematografico. Qui si apprezza il buon lavoro degli attori protagonisti mentre la musica sottolinea un'inquietudine sempre presente anche quando le immagini potrebbero non prefigurare quello che accadra'.
Voto: 7.5/10
