The Square - (Ruben Östlund, 2017) - Recensione - Con Claes Bang, Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Christopher Læssø
Un grande museo di arte contemporanea di Stoccolma, che in questo film e' curiosamente situato nel Palazzo Reale, sta per promuovere una nuova installazione che ha come elemento cardine un quadrato luminoso inserito in un pavimento di porfido.
Questo vorrebbe essere un "santuario di fiducia e altruismo". Tutti coloro che vi entrano hanno uguali diritti e obblighi.
Il curatore del museo e' Christian. Affascinante e colto, non disdegna di concedersi facilmente anche ad una intervistatrice.
Pero' per lui, divorziato e padre di 2 bambine, non e' un periodo fortunatissimo.
Durante un finto tentativo di aggressione a una donna, che lui e un altro passante tentano di proteggere nell'indifferenza generale, gli portano via con destrezza il cellulare, il portafogli e (forse) una coppia di gemelli d'oro, eredita' del nonno.
Questo furto, a cui cerca di porre rimedio in modo alquanto bizzarro, lo distoglie un po' troppo dal suo lavoro, e i due giovani art director ai quali era stata affidata la campagna pubblicitaria della nuova installazione, pubblicano su YouTube a sua parziale insaputa un video promozionale che segue concetti di "viralita" efficaci ma quantomeno discutibili.
Il rischio e' che quel video allontani gli indispensabili finanziamenti privati al museo, eventualita' che potrebbe costargli assai caro...
The square e' il film vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes 2017, e mi pare che la pellicola meriti ampiamente il riconoscimento.
Nonostante l'inusitata lunghezza (142 minuti) lo spettatore rimane assolutamente attratto dal caleidoscopio di situazioni originali e sorprendenti (alcune al limite del surreale) che costellano la pellicola.
Molte di queste sono tirate fino al limite delle conseguenze estreme, senza mai valicarle (o quasi).
Fino a quanto puo' spingersi la liberta' di pensiero e di espressione, anche se puo' urtare la sensibilita' delle persone, come nel video virale prodotto dai giovani pubblicitari?
Questo e molti altri interessanti concetti di fondo sono presenti, anche se assolutamente non in modo stucchevole per lo spettatore, in questo bellissimo film scritto e diretto dal regista svedese Ruben Östlund.
Molto interessanti le musiche, di Jonas Rudels, tra rielaborazioni (un po' ruffiane) di noti brani classici e originali pezzi per voce sola.
Imperdibile
Voto: 9/10
