Il vegetale - ( Gennaro Nunziante, 2018) - Recensione - Con Fabio Rovazzi, Luca Zingaretti, Rosy Franzese, Antonino Bruschetta, Paola Calliari
Un timido e a modino neolaureato in scienza della comunicazione di nome Fabio Rovazzi, interpretato dal recentemente famoso cantante omonimo, e' in cerca della sua prima occupazione.
Da un colloquio con una nutrita commissione di reclutatori che paiono professionalmente motivanti, andata bene, ne scaturisce pero' una mansione ben al di sotto delle sue aspettative.
Il lavoro nella pubblicita' prospettato non era altro che volantinaggio in giro per la rutilante Milano, porta a porta.
Ma lui non demorde e cerca di svolgere il suo lavoro con la massima correttezza (e con scarsi risultati).
Tutto il contrario di lui e' suo padre, che non vede da 5 anni.
Estroverso, maneggione e in cerca di facili guadagni, si e' fatto i soldi con una azienda edile truffaldina.
A causa di un incidente automobilistico che ha ridotto il padre in stato vegetativo, Fabio e' costretto ad accollarsi azienda, la nuova moglie e la sorellina.
Ma il lavoro in una impresa con ampi aspetti di illegalita' non fa per lui...
Il vegetale, il primo film che vede Fabio Rovazzi in qualita' di attore, pare costruito attorno al suo personaggio, che in effetti ha l'aspetto che ricorda "una verdurina".
Scritto e diretto da Gennaro Nunziante (il regista dei film di Checco Zalone) il film offre un inizio piuttosto brillante e divertente per poi diventare meno interessante e piu' prevedibile nella parte finale.
L'espressione un po' monocorde, tra tra lo stupito e lo spaventato, di Rovazzi e' sicuramente adatta al personaggio interpretato, ma dubito che sia in grado di sostenere altri tipi di interpretazioni.
In conclusione un film adatto ad una serata senza grosse pretese cinefile.
Voto: 6.5/10
