Zoran, il mio nipote scemo - (Matteo Oleotto, 2013) - Recensione - Con Giuseppe Battiston, Teco Celio, Rok Presnikar, Marjuta Slamic, Roberto Citran, Riccardo Maranzana
In un paese friulano ai confini con la Slovenia l'attivita' principale di molti uomini sembra essere quella di bere d'un fiato parecchi bicchieri di vino, uno dopo l'altro.
Il corpulento Paolo Bressan non fa eccezione.
Umorale, menefreghista, ex donnaiolo e bugiardo, probabilmente per queste ragioni e' stato lasciato dalla moglie che adesso sta con quello che e' diventato il suo datore di lavoro.
Molto di malavoglia fa il cuoco in una casa di riposo.
Scopre di essere l'erede unico di una vecchia zia slovena, recentemente deceduta.
Speranzoso, va a verificare i lasciti della parente, ma scopre che non ha piu' nulla, e anzi e' costretto a sobbarcarsi Zoran, il nipote della signora rimasto solo.
L'adolescente Zoran e' un tipo strano, talmente timido da sembrare quasi ritardato anche se parla italiano in modo decisamente colto. Lui vorrebbe lasciarlo al piu' presto ad un istituto per orfani, ma la sorprendente abilita' con le freccette fa intravvedere a Paolo in Zoran una possibile fonte di guadagni...
Zoran, il mio nipote scemo e' un altro prodotto di quel ristretto numero di film "venetocentrici" che si contrappone alla maggior parte dei lungometraggi italiani, "romanocentrici".
In questi film la cerchia di (ottimi) attori presenti sono spesso gli stessi. Qui vediamo tra gli altri Battiston (Paolo) e Roberto Citran.
Caratteristico anche il modo di raccontare le vicende, spesso sorprendenti e curiose, e il paesaggio che fa da sfondo.
Sorprendente e curioso e' anche questo Zoran, il mio nipote scemo, opera prima di Matteo Oleotto, anche se forse girato con una sceneggiatura un po' "lenta" e con alcune sequenze un po' troppo dilatate.
Una maggiore concisione avrebbe a mio avviso certamente giovato a questo peraltro apprezzabile lavoro.
Voto: 7/10
