Strane cose, domani - Romanzo di Raul Montanari - Recensione
Un libro dalla partenza tranquilla, che cambia colore man mano che la narrazione procede in un crescendo di drammaticita` intensa e coinvolgente.
Danio e` uno psicologo, separato e padre di un ragazzo ventenne, ha pazienti (tutte donne) con patologie di varia natura. Ora ha una ragazza fissa, ma non e` proprio fedelissimo: intrattiene rapporti con alcune delle sue pazienti e questa e` la causa del fallimento del suo matrimonio.
Danio e` anche un assassino, non proprio volontario (non approfondisco volutamente: il come e il perche` vengono descritti gia` nelle prime pagine del libro).
Un giorno, attraversando il Parco Sempione (la storia si svolge a Milano), Danio trova un diario abbandonato e, con l’intento di salvarlo dalla pioggia per restituirlo al prorietario, lo raccoglie e lo legge.
Ne esce la storia inquietante di Federica, una ragazzina che ha un disagio, scrive cose strane, si procura dei tagli alle braccia. Nello psicologo scatta un meccanismo di tipo professionale e si prodiga per rintracciarla.
Quando ci riesce, comincia una storia complicata e incredibile, piena di sorprese e colpi di scena.
Tutto sembra avvilupparsi intorno a Danio in una spira che diventa sempre piu` soffocante e coinvolge tutti I livelli della sua vita: il rapporto con iI figlio a cui la madre ha rivelato I tradimenti, l’ex moglie stessa, fascinosa figura di donna un po’ maga un po’ strega, le sue pazienti tra cui una bellissima e folle seduttrice, Federica e la sua inquietante famiglia, il passato di Danio che si ripresenta attraverso incubi notturni e un detective privato fuori dall’ordinario.
L’io narrante (Danio) e I vari personaggi sono descritti magnificamente anche dal punto di vista psicologico: e` un partita a scacchi (ce n’e` anche una giocata, nella storia) che a un certo punto degenera. E li` non si riesce piu` a leggere con calma, bisogna continuare fino alla fine.
Scritto benissimo e assolutamente coinvolgente, e` una storia che non vorreste vi capitasse MAI.
