La principessa e l'aquila - (Otto Bell, 2016) - Recensione - Con Daisy Ridley, Lodovica Comello
In Mongolia esistono popolazioni nomadi che da millenni utilizzano le aquile per dare la caccia agli animali (volpi, lupi eccetera).
Le prelevano direttamente dal nido quando sono ancora aquilotti, le addestrano e raggiunti i 3 anni le lasciano di nuovo libere sulle alte montagne della zona.
Una attivita' che pare in armonia con la natura (anche se non si conosce bene il parere dell'aquilotto) portato avanti esclusivamente dai maschi, in una societa' atavica assolutamente maschilista.
Il film racconta la storia (vera) della coraggiosa tredicenne Aishoplan che, aiutata dal padre, diventera', nonostante il parere negativo degli anziani del villaggio, una bravissima cacciatrice con le aquile.
"La principessa e l'aquila" e' una sorta di film-documentario girato con i veri protagonisti della vicenda.
I dialoghi sono pochi e scarni. E' presente la voce narrante, che nella versione italiana e' di Ludovica Comello (a mio avviso non molto adatta a questo film).
Eccezionali i luoghi dove Aishoplan e la famiglia si accampano, vivono e cacciano con i poveri mezzi a disposizione, che peraltro comprendono un piccolo impianto fotovoltaico portatile.
Interessante e poetico.
Voto: 7/10
