Frantz - (François Ozon, 2016) - Recensione - Con Pierre Niney, Paula Beer, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Johann von Bülow
Subito dopo la prima guerra mondiale il rancore dei cittadini tedeschi nei confronti dei francesi era ancora molto forte. In particolare lo era quello dei padri che hanno perso il figlio in battaglia.
Cosi' e' per il Dott. Hoffmeister, che peraltro non si da' pace perche' fu lui a suggerire al figlio Frantz di arruolarsi, al pari di molti altri genitori tedeschi.
I coniugi Hoffmeister mitigano il dolore della perdita del figlio ospitando in casa l'ex fidanzata di Franz, la bella Anna, oramai diventata come una figlia.
Lei va quotidianamente al cimitero dove c'e' la tomba del fidanzato. In realta' una tomba vuota perche' il corpo di Franz non torno' piu'.
A turbare l'equilibrio precario della seppur solida Anna e del paesino dove vive arriva Adrien Rivoire, un misterioso giovane francese che lei incontra sulla tomba di Frantz. Adrien dice che era un suo amico, conosciuto prima della guerra a Parigi.
La verita' sara' nota ad Anna solo successivamente, e la stessa iniziera' un tortuoso percorso fatto di pietose menzogne verso la famiglia che l'aveva adottata, percorso che non avra' mai fine.
La personalita' delicata di Adrien non dispiace ad Anna, ma l'odio verso "il francese" cresce tra gli uomini del villaggio, costringendolo ad un rapido ritorno in patria...
Frantz e' un intenso film sceneggiato e diretto da François Ozon sulla base di film e lavori teatrali degli anni '30.
Tra gli attori, peraltro bravi, la differenza la fa Paula Beer che interpreta magistralmente Anna. Per questo film vince il premio Marcello Mastroianni a Venezia '2016.
La pellicola e' girata quasi totalmente in un ottimo bianco e nero. Solo alcune scene sono a colori, creando cosi' effetti suggestivi ma per i quali mi sfugge un po' il senso.
Delicata come il film (che allo stesso tempo riesce ad essere anche avvincente) e' la colonna sonora, di Philippe Rombi.
Voto: 8.5/10
