La ragazza del mondo - (Marco Danieli, 2016) - Recensione - Con Sara Serraiocco, Michele Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Pippo Delbono
Prima di questo film non sapevo molte cose del movimento religioso dei "Testimoni di Geova". Tra queste il modo in cui definiscono le persone non appartenenti al loro gruppo che sono dette "del mondo".
Un po' come se loro non appartenessero "al mondo", affermazione che sicuramente avra' riscontri in qualche passo della Bibbia, testo sacro da loro conosciuto molto bene.
La "Ragazza del mondo" racconta la storia, tratta da vicende realmente accadute, di Giulia, diciannovenne attiva nel gruppo dei Testimoni di Geova assieme alla sorellina e ai convinti genitori.
E' intellettualmente molto dotata, specialmente in matematica. Vorrebbe continuare gli studi andando all'universita', ma per questo e' pacatamente ma fermamente dissuasa dai genitori, anche perche' la prosecuzione degli studi non e' benvista dalla loro religione.
Nella vita si ritaglia una ampia fetta nella quale, assieme ad una amica, fa proselitismo, suonando di porta in porta e suggerendo "discussioni religiose" come probabilmente tutti abbiamo sperimentato.
In uno di questi incontri conosce casualmente Libero, un "ragazzo del mondo", assai poco raccomandabile, figlio di una signora che vorrebbe entrare nella congregazione.
E' appena uscito di galera per problemi di spaccio ed ha un carattere piuttosto iracondo e istruzione assai scarsa.
Nonostante le differenze, Giulia prende a cuore le sorti del ragazzo, anche perche', come si vedra', ne e' un po' misteriosamente attratta.
Ma i Testimoni di Geova non possono frequentare sentimentalmente ragazzi del mondo. Il rischio e' quello di essere "disassociati", pena per la quale vengono improvvisamente e totalmente ignorati dal resto della comunita'.
Giulia, vista casualmente dalla sorellina baciare Libero, sara' per questo denunciata agli anziani della congregazione dalla sorellina stessa (fatto di cui poi si pentira').
I pacati, paternalistici ma degradanti tribunalini nei quali Giulia sara' sottoposta ad interrogatori imbarazzanti mineranno le sue certezze, e dall'inferno protetto dei Testimoni lei preferira' l'inferno della vita "del mondo", assieme a Libero.
Per offrire un alloggio alla compagna, lasciata la casa di famiglia (la madre non vedeva di buon occhio il rapporto della brava ragazza con quel delinquentello di suo figlio), Libero si avvicina di nuovo ai pericolosi ambienti legati allo spaccio di droga che lo avevano gia' portato in cella una volta...
La storia raccontata in "La ragazza del mondo" e' in mirabile equilibrio tra contrapposte situazioni, con uno sviluppo che si mantiene sempre lontano dall'ovvio, dai facili sentimentalismi e dal banale.
I personaggi e gli attori sono tutti centrati ed efficaci nella loro azione. Dai turbamenti e i dubbi di Giulia (bene interpretati da Sara Serraiocco), a Libero, un coatto che cerca di uscire senza molta convinzione da ambienti poco raccomandabili (Michele Riondino), all'inquietante paternalismo del capo anziano della sezione dei Testimoni di Geova frequentata da Giulia (Pippo Delbono).
Il regista e sceneggiatore Marco Danieli, qui al suo primo lungometraggio, sorprende per la capacita' di raccontare in modo credibile, equilibrato e senza pregiudizi una storia spinosa e non facile.
In conclusione, un film bellissimo, ma che certamente non lascia tranquillo lo spettatore: e' molto probabile che provera' un notevole disagio in molte (intense) scene.
Voto: 9/10
