Glory - Non c'è tempo per gli onesti - (Kristina Grozeva, Petar Valchanov, 2016) - Recensione - Con Stefan Denolyubov, Margita Gosheva, Ana Bratoeva, Stanislav Ganchev, Mira Iskarova
In una Bulgaria dove poverta' e corruzione sembrano dilagare, vive, o meglio, sopravvive Tzanco. In una casa che e' poco piu' di una baracca, ha come unici compagni il suo amato coniglio e il suo orologio a marca Glory, regalo del padre defunto.
Lavora come operaio delle ferrovie statali. Quotidianamente percorre a piedi i binari della sua zona per controllarne lo stato e la tenuta dei bulloni, e sempre quotidianamente assiste impotente ai colleghi che rubano il carburante dalle motrici per "arrotondare" (lo stipendio di questi lavoratori, Tzanco compreso, non arriva puntuale tutti i mesi).
Lui pero' e' diverso: onesto nel profondo, quando si imbatte in un sacco di banconote disperse lungo la strada ferrata, telefona alle forze dell'ordine per denunciarne la presenza.
Il ministero dei trasposti, e in particolare l'agguerrito gruppetto di persone che si occupa delle pubbliche relazioni del ministero stesso, cerca di sfruttare l'azione di questo "eroe povero" per mettere in secondo piano gli scandali che lo stanno travolgendo.
A capo di questo gruppo c'e' Julia, una manager rampante che non guarda in faccia a nessuno pur di emergere.
Organizzano una cerimonia mediatica di premiazione in onore di Tzanco, ma la sua forte balbuzie e il suo essere naturalmente lontano dalle logiche di comportamento imperanti renderanno il tutto (e anche la sua vita) decisamente difficile...
Scritto e diretto da Kristina Grozeva e Petar Valchanov, "Glory - Non c'è tempo per gli onesti" riprende un tema evidentemente a loro molto caro: quello dell'onesta' e dei compromessi collegati.
Questi erano infatti argomenti presenti anche nel loro precedente lungometraggio, "The lesson - Scuola di vita" (vedi http://petardo.over-blog.it/2018/03/the-lesson-scuola-di-vita-kristina-grozeva-petar-valchanov-2014-recensione-con-margita-gosheva-ivan-barnev-ivan-savov-stefan-denolyu ).
Qui la nota e' piu' ironicamente amara e grottesca, anche grazie alle goffaggini caratteristiche di Tzanco, che si trova suo malgrado stritolato in situazioni beffarde e quasi kafkiane.
Buone le prove degli attori, con i protagonisti presenti anche nella pellicola precedente.
Forse un po' forzata (probabilmente anche dal doppiaggio) la balbuzie di Tzanco.
Voto: 7.5/10
