Elle - ( Paul Verhoeven, 2016) - Recensione - Con Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny, Charles Berling, Virginie Efira
Il rumoroso inizio (con schermo nero) si riferisce alla violenza sessuale che subisce Michelle in casa sua ad opera di un uomo (incappucciato in modo vintage, un po' alla Diabolik).
Lei e' una donna minuta, ancora piacente ma non piu' giovane, dal carattere che appare subito molto fermo.
E' la titolare di ferro di una casa di produzione di videogiochi con caratteristiche che stanno tra l'horror, il mostruoso e lo splatter. Seppur criticata da qualcuno dei suoi giovani collaboratori, detta la linea di queste particolari produzioni.
E' divorziata, ha un figlio che rasenta la stupidita', e vive fugaci incontri sessuali con il marito della sua migliore amica.
Figlia di uno psicopatico oggi in carcere per efferati delitti, odia la madre che continua ad incontrarsi con uomini molto piu' giovani.
In tutto questo complicato contesto si inserisce la coppia di vicini, lei ipercattolica e lui soggetto agli "interessamenti" di Michelle.
Michelle porta avanti da sola la ricerca per individuare il suo violentatore, senza l'ausilio della polizia alla quale ha taciuto tutto...
Elle e' un film tratto dal romanzo "Oh..." di Philippe Djian, al quale fortunatamente il regista Paul Verhoeven ha cambiato il titolo.
La storia, intrigante e piena di avvenimenti, e' cruda e spesso poco credibile.
Molto apprezzabile e' di conseguenza la regia e le prestazioni dei vari interpreti, Huppert in testa, che hanno evitato che la storia potesse naufragare (secondo me) anche nel ridicolo.
Ne deriva un film "sporco", poco politically correct e anomalo che nonostante o forse proprio per questo alla fine risulta sicuramente ben riuscito.
Elle ha partecipato e vinto numerosi premi cinematografici.
Voto: 8.5/10
