Confessioni di una mente pericolosa - ( George Clooney, 2003) - Recensione - Con George Clooney, Drew Barrymore, Sam Rockwell, Julia Roberts, Rutger Hauer
Chuck Barris e' un talentuoso autore di "format" televisivi (molti dei quali poi importati anche da noi) degli anni '60 - '70, anni in cui in Italia il termine "format" non si sapeva neppure cosa fosse.
Nel 1984 scrive il controverso "Confessioni di una mente pericolosa", un testo che "dovrebbe" essere la sua autobiografia. In questo libro Chuck afferma di essere stato (anche) un agente segreto della CIA, e addirittura autore di numerosi omicidi. La cosa, peraltro, e' stata smentita e bollata come "ridicola" dal portavoce della CIA (anche perche' probabilmente non avrebbe potuto dire altrimenti).
Sulla base di questo libro, dalla sceneggiatura di Charlie Kaufman e direzione di George Clooney, per la prima volta (anche) dall'altra parte della macchina cinematografica, e' stato tratto l'omonimo film di cui questa recensione.
Nonostante sia la sua prima opera da regista (o forse proprio per questo?) il film sorprende per le numerose idee originali che grondano dalla pellicola, e che riguardano sia il modo in cui si sviluppano le scene sia per il tipo di colore e di contrasto utilizzato, in particolare per illustrare i vari periodi della vita di Chuck.
Tutto questo, comunque, non fine a se stesso, ma, anzi, per meglio descrivere il contesto storico nel quale si svolgono gli avvenimenti descritti.
Quindi, a mio avviso, un'opera prima assolutamente degna di nota, nella quale lavora un cast di elevato livello.
Alcune attrici e alcuni attori hanno accettato di lavorare in questo film (anche solo per piccole parti, accontentandosi, pare, di compensi inferiori all'usuale), anche per l'amicizia che li lega a Clooney.
Voto: 8/10
