Overblog Tutti i blog Blog migliori Casa, artigianato e fai da te
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Il terzo tempo - Lidia Ravera - Recensione di un romanzo che mi e` piaciuto davvero molto

petardo

 

Il terzo tempo e' l'ultimo romanzo scritto da Lidia Ravera.


Non ho letto “Porci con le ali” di Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, uscito nel 1976.

Nel 1976 non ero “pronta” per questo libro, o almeno cosi` credevo.

Non avendolo letto subito, negli anni successivi l’ho trascurato ritenendolo obsoleto, riferito cioe` a storie e ambienti di un’epoca ormai definitivamente (per certi aspetti, purtroppo) conclusa. (Adesso lo cerchero`).

 

Cosi` e` successo che non ho mai letto niente di Lidia Ravera fino alla presentazione di questo libro, “Il terzo tempo”, a cui ho assistito quest’estate, nella baia di Monterosso, durante le vacanze (vedi http://petardo.over-blog.it/2017/07/presentazione-del-libro-il-terzo-tempo-di-lidia-ravera-monterosso-sp-rassegna-letteraria-un-mare-di-libri.html ).

Presentazione “lussuosa” perche`, oltre alla stessa autrice, sul palco a leggere qualche estratto dal libro c’era nientepopodimeno che Lella Costa, amica di Lidia Ravera, pare.

Tra il 1976 e questo libro del 2017, Lidia Ravera ha scritto molti libri, pezzi per teatro, insomma ha fatto un sacco di cose, che procedono di pari passo con la sua vita. Cosi` adesso e` arrivata a parlare della stagione dell’invecchiare, argomento in cui mi sono abbastanza riconosciuta perche` e` la fase della vita che mi sto preparando ad affrontare (credo di essere un pochino piu` giovane di lei, ma di poco).

 

Il terzo tempo, nel rugby, e` quello non giocato, la cena/festa che le due squadre avversarie celebrano DOPO la partita; cioe`, dopo essersele suonate di santa ragione nel gioco, mangiano e ridono insieme come buoni amici, lasciando l’aggressivita’ allo spazio del campo.

Il terzo tempo descritto da Lidia Ravera e` quello della vecchiaia, un’eta` in cui la giovanile ribellione ha ormai lasciato spazio a pensieri piu` concilianti e riflessivi.

Nel caso della protagonista Costanza, pero`, il passato e` protagonista di un’inattesa reviviscenza.

Costanza, docente universitaria, va in pensione. Scopre che suo padre, l’ ex comandante partigiano Athos, dopo la morte le ha lasciato una cospicua eredita` e soprattutto il luogo fantastico dove si era ritirato a passare gli ultimi anni della sua vita: un antico convento a Bagnoregio, quel paese dell’Italia centrale che a causa dello smottamento del territorio circostante e` ormai collegato alla terraferma soltanto da un ponticello pedonale, ma che forse proprio per questo si e` trasformato in un luogo “cult” sia per la sua antica bellezza che per l’implicito romanticismo della sua rovina.

Costanza, poco incline a iniziare una vita “da pensionata”, dopo aver congedato-ma-non-del-tutto il marito Dom, partorisce l’idea di trasformare il convento in una specie di comune “per anziani” in cui invitare I vecchi ex-compagni della comune di cui era parte nella sua gioventu` sessantottina.

Il sogno, insomma, di invecchiare insieme a quelli con cui ha condiviso una parte cosi` importante della sua gioventu`.

Seguono la ricerca dei compagni e vicissitudini varie, in cui non voglio dilungarmi: con la trama mi fermo qui.

 

Voglio invece fare alcune considerazioni.

Mi sono riconosciuta in moltissime situazioni: per motivi anagrafici non sono un’ex sessantottina, ma una donna sulle soglie della vecchiaia si` e la descrizione dei pensieri e dei modi che puo` accadere di assumere invecchiando e` molto acuta e perfettamente condivisibile.

Costanza e` una donna colta e ancora bella ed elegante, che si cura, che ama esibire la sua camminata spedita da ragazza e tenere perfettamente allenato il suo inglese; ma ha ormai accumulato una serie di vezzi e di abitudini che ne fanno una affascinante signora anziana, ancorche` di classe.

C’e` naturalmente una spaccatura tra la ragazza Costanza che andava a volantinare all’alba davanti ai cancelli delle della fabbriche prima dell’apertura e l’ex-docente Costanza in pantaloni di lino e camicia di seta.

Come c’e` una spaccatura tra il comandante partigiano Athos, suo padre, e l’uomo che le lascia una piccolo fortuna guadagnata giocando in borsa.

Sono le contraddizioni della vita. E di contraddizioni e` piena Costanza, personalita` multiforme e un po’ tirannica, al tempo stesso abituata e mai sazia di interpretare il ruolo della protagonista. Un personaggio caratterizzato da un gusto della seduzione latente ma non troppo, capace di piccole follie accompagnate da una specie di certezza dell’impunita`, vera caratteristica di una dea.

Un po’ dea e un po’ pasticciona, distratta, indifesa. Forte ma fragile, intensa ma discontinua. Fascinosa ma talvolta pungente. Capacissima di stancarsi e andarsene, scappare e tornare come se niente fosse. Un personaggio che un po’ si ama, un po’ si detesta.

Madre del trentenne Matteo, anche lui un po’ carnefice un po’ vittima, dei suoi amori, delle sue aspirazioni, di sua madre.

Attorno a lei gira tutto un mondo di personaggi: a parte il figlio e il marito” ex-ma non del tutto”, paradigma di una mai considerata dignita` maschile “matura” e piuttosto paziente, ci sono siparietti con le amiche coetanee e con la giovane insegnante di inglese e ci sono, un po’ diluite, le storie di tutti gli ex compagni della comune, che ovviamente non sono piu` com’erano, ma sono cambiati in modi del tutto divergenti tra loro, pur restando sotto sotto quelli di una volta, e questa e` forse la scoperta piu` sorprendente.

Insomma, c’e` molto racconto e ci sono molti spunti di riflessione. E` molto facile riconoscersi, ma anche no: pero` e` quasi inevitabile schierarsi, identificarsi almeno a tratti in qualcuno dei personaggi. E magari chiedersi come quale personaggio la vecchiaia ci trovera` al suo arrivo, se saremo capaci di affrontarla, tenersi da parte qualche suggerimento nascosto tra le righe.

 

Un romanzo intenso, con un’inquietudine latente, che e` poi quella che riguarda la fine della vita di tutti.

 

Mi e` piaciuto davvero molto.

 

Nota: il commento al romanzo e' stato scritto da mia moglie.
 

Il terzo tempo - Lidia Ravera - Recensione di un romanzo che mi e` piaciuto davvero molto
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenti