Il cliente - (Asghar Farhadi, 2016) - Recensione - Con Shahab Hosseini, Taraneh Alidoosti, Babak Karimi, Farid Sajadi Hosseini, Mina Sadati, Maral BaniAdam, Mehdi Kooshki, Emad Emami
Emad appare come un insegnante "illuminato". Benvoluto dagli suoi allievi, ha un modo di porsi e di organizzare le lezioni che non fa immaginare di essere a Teheran, in Iran.
Anche sua moglie Rana, a parte il, velo, non rappresenta lo stereotipo che abbiamo noi occidentali delle donne di quel paese.
Entrambi recitano in una compagnia teatrale che sta preparando la messa in scena della piu' famosa commedia di Arthur Miller, "Morte di un commesso viaggiatore".
Ma la qualita' delle costruzioni e l'urbanistica non sono probabilmente il punto di forza di quella citta'. Il condominio dove abitano i due protagonisti sta avendo dei cedimenti strutturali che impongono un precipitoso abbandono dell'appartamento dove alloggiavano.
Aiutati da un collega della compagnia teatrale, riescono a trovare sistemazione in una casa dove ci sono ancora, chiusi in una stanza, abiti e mobili che la misteriosa e irraggiungibile precedente inquilina avrebbe dovuto portare via.
Imprudentemente Rana fa entrare in casa quello che credeva essere il marito, senza controllare, mentre lei va a fare la doccia. Chi entrera' dalla porta lasciata aperta non sara' pero' il marito ma una misteriosa persona che l'aggredira' ferendola piuttosto pesantemente alla testa.
Successivamente l'aggressore, notato dai vicini di casa, scappa precipitosamente lasciando nell'appartamento soldi, il cellulare e le chiavi di un furgoncino che il marito scoprira' essere parcheggiato nelle vicinanze.
Nonostante tutto, i due rinunciano a denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine essenzialmente per timore delle domande che gli inquirenti avrebbero fatto su quella situazione che appare ai loro occhi molto imbarazzante, e per la diffusione della notizia che l'incidente avrebbe avuto.
In Emad si fa strada sempre di piu' l'ipotesi di farsi in qualche modo giustizia da solo...
"Il cliente" e' il settimo film di Asghar Farhadi, probabilmente il regista iraniano piu' famoso e gia' pluripremiato in molti dei suoi lavori precedenti.
Offre un interessantissimo spaccato della vita di quel paese, raccontando vicende di coppia che pero' bene evidenziano le dinamiche di una societa' in piena e contradditoria evoluzione cosi' come faceva Henry Miller nei suoi lavori, e non e' un caso che la piece teatrale nella quale sono coinvolti i protagonisti del film sia proprio sua.
Personalmente sono rimasto sorpreso anche semplicemente del fatto che a Teheran ci sia qualcuno che possa andare a vedere in un teatro un'opera molto americana come "Morte di un commesso viaggiatore".
In effetti tra le righe si intuisce che la rappresentazione e' stata e sara' controllata dall'apparato censorio di quel paese. Questo appare molto evidentemente in una scena nella quale una attrice avrebbe dovuto essere in abiti quantomeno discinti se non nuda, mentre invece indossa un robusto e molto coprente impermeabile rosso.
Le contraddizioni sono evidenti anche nelle azioni dei protagonisti, in particolare di Emer, apparentemente di apertura mentale di tipo occidentale ma con remore che lo portano a comportamenti per noi piuttosto incomprensibili.
Il film e' girato e recitato molto bene, con un ritmo e una successione delle scene che tengono alta l'attenzione dello spettatore.
"Il cliente" ha vinto parecchi premi tra i quali l'Oscar 2017 come miglior film straniero.
Voto: 8.5/10
