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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Difret - Il coraggio per cambiare - ( Zeresenay Berhane Mehari, 2014) - Recensione - Con Meron Getnet, Tizita Hagere, Haregewoin Assefa, Shetaye Abreha, Mekonen Laeake

petardo

 

Non so come e' adesso (anche se temo non sia molto diverso), ma per una donna e in particolare una ragazzina adolescente non era facile vivere in Etiopia, soprattutto nelle zone rurali, anche solo nel 1996, anno in cui e' ambientato il film.

La tradizione vuole che possano venire rapite da chi ambisce ad averle in sposa. Se poi il futuro sposo, durante il rapimento, le violenta, ha la quasi certezza di farcela (e restare impunito).

Le "tradizioni" (violentemente maschiliste) delle comunita' rurali entrano anche nel tentativo di leggi piu' moderne istituite dallo stato.

Tutto questo e' capitato a Hirut, che di ritorno dalla scuola e' rapita da un gruppo di adulti a cavallo. Tra loro c'era Tadele, il pretendente sposo, che lei non voleva.

Riesce a fuggire fortunosamente dal capanno dove l'avevano rinchiusa, portando con se il fucile che il pretendente sposo aveva abbandonato per pochi secondi. Braccata dal gruppo di giovani, per difendersi da ulteriori violenze spara e lo uccide.

Scampata miracolosamente alla sua uccisione da parte degli amici di Tadele, e incarcerata, avrebbe dovuto pagare con la vita il suo gesto.

Tra mille difficolta', di lei si prendera' cura Meaza Ashenafi avvocato e fondatrice di una associazione che ha lo scopo di dare assistenza legale gratuita alle donne che altrimenti sarebbero sopraffatte dalla societa' prettamente maschilista, la ANDENET...

 

Difret - Il coraggio per cambiare  e' un bel film diretto e sceneggiato da Zeresenay Berhane Mehari, regista etiope con studi ed esperienze cinematografiche negli Stati Uniti.

Tratto da una storia vera (Meaza Ashenafi nel 2003 è stata insignita del Premio Nobel Africano per il suo impegno a difesa dei diritti delle donne in Etiopia) il film e' ben diretto e (dolorosamente) avvincente.

Ha vinto numerosi premi nei festival di Salt Lake City (Sundance), di Berlino, di Amsterdam e di Montreal.

Detto questo, non bisogna dimenticare che nel sud Italia fino a non molti decenni fa il rapimento a scopo di matrimonio, il cosiddetto "matrimonio riparatore", era pratica comune. La vicenda della prima italiana che, al pari di Hirut, si ribello' allo stato delle cose fu Franca Viola, ed era il non lontano 1965...

 

Il film e' prodotto da Angelina Jolie, sempre molto sensibile alle tematiche sociali dei paesi in via di sviluppo.

 

Voto: 8.5/10

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