Giovani ribelli - Kill Your Darlings - (John Krokidas, 2013) - Recensione - Con Daniel Radcliffe, Dane DeHaan, Michael C. Hall, Ben Foster, Jack Huston
Sotto il banale titolo italiano "Giovani ribelli", e il non particolarmente indovinato titolo originale "Kill Your Darlings" si racconta la storia (per lo piu' vera) degli inizi poetici di Allen Ginsberg.
Allen riesce ad entrare nella prestigiosa Columbia University, e qui conosce altri personaggi, molti dei quali avranno un ruolo determinante nella nascita della cosiddetta "beat generation".
Tra gli amici del gruppetto di studenti poco inclini ad accettare le regole decisamente tradizionali dell'insegnamento accademico troviamo infatti William Seward Burroughs, Jack Kerouac e Lucien Carr.
Quest'ultimo e' diventato relativamente noto non tanto per le sue qualita' di scrittore o poeta (nel film si faceva scrivere i testi da Ginsberg) quanto per l'omicidio di David Kammerer, controverso personaggio omosessuale invaghito di Lucien.
Probabilmente anche grazie ad un brano scritto da Ginsberg, a Lucien, che si costituisce per questo omicidio, non saranno comminate pene detentive in quanto riconosciuto essere "preda eterosessuale di un ossessionato omosessuale"...
Giovani ribelli racconta l'ambiente sociale e la vita di alcuni protagonisti della beat generation prima che questi lo diventino veramente. Sebbene l'argomento e' sicuramente interessante (almeno per me), il risultato della pellicola e', sempre a mio avviso, piuttosto deludente.
Il titolo del libro nel quale, in versione romanzata e con i nomi cambiati, si raccontano le stesse vicende, "E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche" di Jack Kerouac e William S. Burroughs, la dice lunga sul differente approccio anche solo sotto questo aspetto: banale l'uno (Giovani ribelli - Kill Your Darlings), trasgressivo e fuori dagli schemi l'altro.
La trasgressione e la ribellione presente nelle azioni dei giovani protagonisti del film appaiono, a mio avviso, scarsamente credibili per non dire quasi stucchevoli.
Devo ammettere che una parte in tutto questo l'ha avuta l'interpretazione di Ginsberg affidata a Daniel Radcliffe. Troppo legato ad un personaggio, il maghetto di Harry Potter, lontano anni luce dalle tematiche del film di John Krokidas, e non in grado di reggere coerentemente la parte.
Un po' meglio va con Dane DeHaan che interpreta un Lucien Carr "bello ed inquietante", in linea con una lettura attuale delle vicende dell'epoca.
Voto: 6.510
