Brooklyn - ( John Crowley, 2005) - Recensione - Con Saoirse Ronan, Domhnall Gleeson, Emory Cohen, Jim Broadbent, Julie Walters
Negli anni '50 molti irlandesi emigravano negli Stati Uniti in cerca di lavoro e di un futuro migliore.
Organizzazioni, spesso gestite da ecclesiastici, organizzavano queste migrazioni, e fornivano assistenza in territorio americano.
Anche Eilis Lacey, ragazza timida dall'aspetto "normale" e' insoddisfatta della sua vita in Irlanda. Decide di partire, anche se deve lasciare l'amata e apparentemente piu' fortunata sorella e la madre, che non vorrebbe.
Gli incontri con disinibite ragazze che avra' gia' sulla nave che nel convitto dove alloggia e al lavoro come commessa la faranno crescere in fretta.
L'autostima e la sicurezza aumenteranno anche grazie ai successi scolastici (il prete le ha fatto fare un corso da contabile) e a Tony, un ragazzo di origine italiana che ha cominciato a frequentare.
Improvvisamente, la sorella rimasta in Irlanda muore. Lei, prima di tornare per un mese in patria a trovare la madre rimasta sola si sposa segretamente con Tony. Fu lui a chiederglielo, perche' temeva che Eilis avrebbe potuto non tornare mai piu', ed in effetti non aveva tutti i torti...
Interessante e ottimamente sceneggiato da Nick Hornby, Brooklyn e' un film di stampo tradizionale che "funziona" perfettamente.
L'attenzione viene mantenuta sempre alta senza ricorrere a trucchi o effetti speciali, e i dialoghi sono ottimi.
Ottime sono anche la regia e le prove degli attori, in particolare efficace pur nel suo essere "normale" e' la protagonista, interpretata da Saoirse Ronan.
