The Big Kahuna - (John Swanbeck, 2000) - Recensione - Con Danny DeVito, Kevin Spacey, Peter Facinelli, Paul Dawson
Larry, Phil e Bob sono tre venditori di una azienda di lubrificanti che non naviga in ottime acque.
Si trovano nella suite di un hotel dove sono in attesa di incontrare clienti importanti.
Larry e Phil hanno molta esperienza lavorativa, Bob, il piu' giovane, fervente cristiano, e' alle prime armi.
Mentre Larry e' un faccendone iperattivo e cinico, Phil, divorziato, e' il piu' disilluso di tutti.
Nella lunga attesa, parlano molto, in particolare della propria vita e del lavoro.
Su tutto aleggia il mito del cosiddetto "Big Kahuna", un (anzi, "il") grande affare, messo in porto da un famoso venditore che grazie a quello e' diventato ricco...
The Big Kahuna e' un film tratto da una piece teatrale dal titolo Hospitality Suite scritta da Roger Rueff.
Il regista della pellicola, John Swanbeck, non ha fatto nulla per nasconderlo, e infatti il film si svolge, esattamente come la commedia teatrale, tutta all'interno di 2 stanze della suite d'albergo.
A parte i dialoghi e qualche accesa discussione, fisicamente non succede nulla, o quasi.
Per questi motivi il film puo' piacere agli amanti del genere, mentre e' sicuramente e' inadatto a chi preferisce il film d'azione!
Ottima la recitazione, in particolare quella di un sorprendente Danny de Vito, che interpreta Phil.
Sui titoli e la sigla di coda, un "pistolotto" recitato, che ad alcuni sicuramente potra' piacere, con consigli per i giovani su come affrontare la vita. Il brano, piuttosto famoso negli USA, e' della giornalista Mary Schmich, che lo scrisse nel 1997 sul Chicago Tribune, noto con il titolo "Wear Sunscreen".
