La Comune - (Thomas Vinterberg, 2016) - Recensione - Con Trine Dyrholm, Ulrich Thomsen, Helene Reingaard Neumann, Martha Sophie Wallstrom Hansen, Lars Ranthe
1975, Danimarca. Sulla scia delle comuni sessantottine, Anna, signora di mezza eta' con qualche inquietudine esistenziale, suggerisce al marito Erik di condividere i 450 metri quadri della grande casa che lui aveva ereditato con amici e conoscenti.
Vivere insieme per rendere la vita piu' interessante e dividere le spese che una grande casa comporta.
Lei e' conduttrice di telegiornale mente lui e' architetto e insegna in universita'.
Riescono a mettere insieme una "squadra" di 10 persone, compresa la loro figlia quattordicenne e il figlio di un'altra coppia che, a causa di una malformazione cardiaca, "morira' a 9 anni", come lui ama ripetere.
L'eterogenea combriccola sembra funzionare abbastanza bene, almeno fino a quando Erik non si invaghisce di una sua studentessa ventitreenne, che entrera' a fare parte della comune. Ma Anna, nonostante le larghe vedute (almeno di facciata), non la prende molto bene...
Thomas Vinterberg, sceneggiatore e regista di questo film, tratteggia un interessante affresco moderno dove l'utopia deve fare spazio ai limiti sia dell'animo che del fisico umano.
Gli atteggiamenti dei vari personaggi sono quasi sempre estremamente misurati, tranne Erik, che, nonostante l'aspetto, appare come il piu' "latino" del gruppo.
Notevole l'interpretazione di Anna, ad opera di Trine Dyrholm, che per questo lavoro ha vinto l'Orso d'argento come migliore attrice al festival del cinema di Berlino del 2016.
Di Thomas Vinterberg avevo gia' avuto modo di apprezzare "Il sospetto" ( http://petardo.over-blog.it/article-il-sospetto-thomas-vinterberg-2012-122175225.html ).
