Ti guardo - (Lorenzo Vigas, 2015) - Recensione - Con Alfredo Castro, Luis Silva, Jericó Montilla, Catherina Cardozo, Marcos Moreno
In una Caracas dove convivono senza toccarsi ricchezze e disagio sociale, Armando, agiato cinquantenne accurato realizzatore di protesi dentarie, va spesso alla ricerca di "ragazzi di strada".
Li porta a casa a suon di mazzette e poi li fa spogliare (parzialmente).
Con loro tende a non avere mai un vero e proprio contatto fisico, semplicemente li guarda. Sa di essere di una classe sociale superiore e come tale mantiene le distanze.
Quando incontra Elder le cose vanno pero' un po' diversamente, almeno nella fase iniziale.
Elder e' un delinquentello decisamente ribelle e tendenzialmente violento, e cosi' fa anche con Armando, ferendolo e rubandogli il portafogli durante il primo incontro.
Ma Armando non demorde, e, con la calma indolenza che caratterizza il personaggio, lo va a cercare di nuovo e di nuovo gli offre mazzette di denaro per portarlo a casa sua.
Orfano di padre, Elder, alla fine, vedra' la figura di Armando un po' come un surrogato del genitore. Da un certo punto di vista si potrebbe dire che gli si affeziona, cosa che peraltro non sembra ricambiata: Armando appare sempre come se stesse "usando" Elder.
Armando, invece, il padre lo ha ancora, ma lo odia profondamente per non chiarissimi motivi, mentre idolatra la madre, deceduta, per la quale ha in casa una specie di altarino con molte sue fotografie.
Anche Elder verra' a sapere dell'odio di Armando verso il genitore...
Ti guardo e' il primo lungometraggio di Lorenzo Vigas, regista venezuelano che di questo film ha curato anche la sceneggiatura.
Sicuramente e' un film molto scarno. Niente colonna sonora (neanche nei titoli di coda, per dire), e fotografia dai colori piuttosto smorti. L'unico "effetto speciale" utilizzato sembra essere una profondita' di campo ridottissima, soprattutto all'inizio, tale per cui l'immagine appare a fuoco solo per il protagonista, mentre le altre persone attorno risultano sfuocate.
Dato l'argomento, non si puo' non richiamare alla mente alcune tematiche pasoliniane, che sicuramente Vigas, ex biologo che ha poi scelto il cinema e ha studiato cinematografia a New York, conosce.
Rigoroso e ben recitato, "Ti guardo" e' un film che pero' puo' infastidire certi spettatori a causa di scene e personaggi che potrebbero risultare "fastidiosi" e sgradevoli.
Questo lungometraggio ha vinto il leone d'oro come miglior film alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.
