Il piano di Maggie - A cosa servono gli uomini - (Rebecca Miller, 2015) - Recensione - Con Greta Gerwig, Julianne Moore, Ethan Hawke, Bill Hader, Maya Rudolph, Travis Fimmel
Maggie e' una buffa trentenne, docente di corsi sulla connessione tra arte e business, e' convinta di non potere avere una relazione duratura con gli uomini. Per questo, quando decide di avere un figlio, tenta di farlo "autoinseminandosi" in modo un po' "fai da te" con il seme di un suo ex compagno di scuola, una volta genio i matematica, ma ora fondatore di una azienda di cetrioli in barattolo.
Durante la goffa e perigliosa procedura di inseminazione artificiale, le fa visita John, un collega conosciuto da poco che le dice di essere innamorato di lei. Anche lei nutre simpatie per questo antropologo-scrittore piuttosto apprezzato.
Decidono di stare insieme.
Lui e' sposato con una donna in carriera piuttosto antipatica (Georgette) e ha 2 figli.
Dopo 9 mesi nasce la figlia di Maggie (e a questo punto non e' chiaro chi sia il padre) che vive con John e "gestisce" anche i suoi 2 figli.
Ma il rapporto con John non e' piu' quello di una volta, per questo si fa strada nella mente di Maggie il "piano" per rispedirlo tra le braccia di Georgette senza farlo soffrire...
Il piano di Maggie (con il relativo inutile sottotitolo che non compare nella versione originale, inglese) e' una divertente commedia di stile tipicamente americano, anzi, newyorchese. Per alcuni aspetti (ad esempio i dialoghi serratissimi, soprattutto all'inizio), ricorda le opere "urbane" di Woody Allen.
Rebecca Miller e' regista e sceneggiatrice del film, che comunque rimane piuttosto originale e ben congegnato.
Molto indovinata appare la scelta di Greta Gerwig nella parte della un po' goffa e malvestita Maggie. Greta, dall'aspetto gradevole ma certamente lontana dalla tipica bellezza Hollywoodiana, e' considerata una delle attrici emergenti del panorama americano.
