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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Fiore del deserto - (Sherry Hormann, 2009) - Recensione - Con Liya Kebede, Sally Hawkins, Craig Parkinson, Meera Syal, Anthony Mackie

petardo

 

Passare da assolate pietraie desertiche somale accudendo caprette allo scintillante mondo della moda e delle indossatrici superpagate appare impossibile.

In effetti si rimane inizialmente perplessi nella visione di "Fiore del deserto", dove si vede una giovane fanciulla somala, Waris Dirie, dire addio al fratellino e partire (a piedi) dalla suddetta pietraia desertica dove vive assieme alla famiglia. Piu' o meno con gli stessi indumenti la rivediamo qualche anno dopo vagare per Londra, come una senzatetto, a rovistare nei rifiuti alla ricerca di qualcosa con cui sfamarsi.

Pero' Waris e', nonostante tutto, BELLISSIMA. Anche per questo viene dapprima (un po' riottosamente) aiutata da Marylin, commessa aspirante ballerina senza speranza, e poi notata da un famoso fotografo di moda.

Dopo innumerevoli peripezie legate soprattutto allo status di immigrata clandestina, Waris riuscira' a diventare (oserei dire suo malgrado) una top model immortalata sulle piu' famose copertine delle riviste di moda (calendario Pirelli compreso).

Attraverso diversi flash-back presenti nel film si riescono a mettere a posto le tessere della vicenda, o almeno quasi tutte. In particolare, si verra' a sapere cio' che lei considera l'episodio che le ha cambiato la sua vita: l'infibulazione, pratica barbara e crudele che era (e forse in parte e' ancora) diffusissima in Somalia, e che Waris ha subito da bambina. Per quest'ultimo motivo terra' un discorso addirittura all'ONU.

 

Tutto quello che in "Fiore del deserto" puo' sembrare assurdo e irrealizzabile nella realta' e' una storia realmente accaduta, descritta nell'autobiografia della vera Waris Dirie. Lei sara' nominata da Kofi Annan ambasciatrice delle Nazioni Unite per la lotta contro le mutilazioni genitali femminili.

Il film, pur con qualche sbavatura direi "spazio - temporale", e' ben fatto, con alcuni momenti di grande impatto e significato.

Ad interpretare in modo molto efficace Waris e' Liya Kebede, anche lei una supermodella di origine nord africana (etiope).

La colonna sonora, di Martin Todsharow, e' un po' retoricamente furbetta, ma anch'essa efficace.

 

 

 

Fiore del deserto - (Sherry Hormann, 2009) - Recensione - Con Liya Kebede, Sally Hawkins, Craig Parkinson, Meera Syal, Anthony Mackie
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