Dobbiamo parlare - (Sergio Rubini, 2015) - Recensione - Con Sergio Rubini, Isabella Ragonese, Fabrizio Bentivoglio, Maria Pia Calzone
Il film si apre e si chiude con i pensierini di un pesce rosso solitario (notoriamente muto) che guarda quello che succede nella bella (ma poco funzionale e poco funzionante) casa affittata a Roma da Vanni e Linda.
Vanni e' uno scrittore abbastanza noto che negli ultimi romanzi si fa aiutare nella stesura da Linda, sua ex "allieva".
Tendenzialmente di sinistra, un po' radical-chic, avrebbero dovuto andare a cena e poi ad una mostra di Basquiat con l'editore e una copia di amici.
Di questo non ne volevano affatto parlare a quelli che sono i loro amici di piu' vecchia data, Alfredo e Costanza, di qualche anno piu' anziani di loro, con i quali il rapporto era diventato un po' "subito".
In particolare Alfredo, notissimo chirurgo che, se potesse, vivrebbe all'ospedale, e' piuttosto "grezzo", tendenzialmente di destra, e non avrebbe certo apprezzato Basquiat. Per questo Vanni e Linda temevano di fare brutte figure.
Ma alla cena e alla mostra non ci arriveranno mai, poiche', nella loro casa, irromperanno Costanza prima e Alfredo poi, trattenendosi tutta la notte.
Il motivo scatenante era la scoperta da parte di Costanza della relazione del marito con una donna, e da qui i quattro personaggi "dovranno parlare", rivelando man mano i vari "altarini" piu' o meno nascosti.
"Dobbiamo parlare" e' una tra le frasi piu' temute dalle coppie in quanto generalmente foriera di cose poco piacevoli, ma d'altronde, anche le cose "non dette" tra i quattro personaggi del film generano tensioni pronte a scatenare malumori non appena vengono, in un modo o nell'altro, scoperte.
Il film diretto da Sergio Rubini, che ha collaborato al soggetto assieme a Carla Cavalluzzi e Diego De Silva, e' un classico film di stampo teatrale che si svolge tutto in una notte e tutto in una casa. Nonostante questo, come nelle migliori interpretazioni di questo "genere", non e' affatto noioso, anzi, e' teso e interessante, con un crescendo che vede come, a mio avviso, magnifica interprete Isabella Ragonse, che in questo lungometraggio mi ha colpito particolarmente: leggera e contemporaneamente intensa ed emozionante.
L'ottima prestazione della Ragonese prende ancora maggior valore considerando l'elevato livello degli altri interpreti, che sono Fabrizio Bentivoglio, lo stesso Rubini e Maria Pia Calzone.
In definitiva, un ottimo film, decisamente consigliabile.
