Fräulein - Una fiaba d'inverno - (Caterina Carone, 2016) - Recensione - Con Christian De Sica, Lucia Mascino, Therese Hämer, Irina Wrona, Andrea Germani
Una voce fuori campo illustra allo spettatore l'imminente arrivo sulla terra di una tempesta solare di proporzioni mai viste che (dice) condizionera' sia il carattere delle persone che il funzionamento delle apparecchiature elettriche. Curiosamente, sia questa voce che i testi che legge sembrano uscite da un film degli anni '60. Ricordo qualcosa del genere nella serie televisiva "Ai confini della realta'".
La tempesta, in realta', non portera' nulla di particolare, ma l'accanimento mediatico e' tale per cui gia' condiziona il comportamento degli abitanti del paesino nel sud Tirolo dove e' ambientato il film. E questo, probabilmente, piu' di quanto faccia o possa fare la tempesta solare.
Nel paesino abita Regina, una quarantenne di aspetto piacevole ma modi molto duri. E' da tutti chiamata "Fräulein", ma per tutti questo significa "zitella attempata". Vive accudendo persone anziane e facendo pulizie in chiesa. E' tampinata da un buffo postino al quale Fräulein non e' indifferente, ma l'interesse non e' reciproco.
Abita in un ex alberghetto, chiuso da anni, oramai ridotto in situazioni pietose.
In quel luogo "fiabesco ma isolato", dove ragazzini pattinano sul lago ghiacciato antistante l'abitazione di Regina, arriva Walter, che con modi gentili ma molto insistenti cerca alloggio per qualche giorno di vacanza.
Regina non ne vuol sapere assolutamente di ospitarlo, ma, alla fine, la sua insistenza avra' successo.
L'avvento dell'ospite portera' un certo scompiglio sia nel sonnacchioso paese che, soprattutto, in Regina, forse piu' che non la tempesta solare.
Ma Walter nasconde un segreto, e la sua visita all'ex alberghetto non e' casuale...
L'opera prima di della regista Caterina Carone, che di "Fräulein - Una fiaba d'inverno" e' anche soggettista e sceneggiatrice, stupisce abbastanza per l'originalita' della rappresentazione.
Dico la rappresentazione piu' che per la trama in se, non originalissima e per certi versi prevedibile.
Il punto di forza del lungometraggio mi sembra il modo in cui e' raccontato e i dialoghi, spesso incisivi e divertenti, cosi' come bizzarri sono gli abitanti del luogo.
Buone le prove attoriali.
Per fortuna in questo film De Sica (Walter) smette, almeno in parte, il solito ruolo che ha nei famigerati cinepanettoni che annualmente interpreta.
Bellissima la gallina domestica Marilyn, unica compagna di vita di Fräulein...
