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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Zootropolis - (Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush, 2016) - Recensione - Doppiatori italiani: Massimo Lopez, Paolo Ruffini, Nicola Savino, Frank Matano, Diego Abatantuono

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La caparbia coniglietta Judy ha un solido obiettivo: diventare poliziotta per "migliorare il mondo". Lascia quindi i genitori, coltivatori di verdure e soprattutto di carote, per l'accademia. Non senza problemi data la sua ridicola prestanza fisica rispetto agli altri tipi di animali, anche molto grandi, che frequentano la scuola, Judy sara' la "migliore del suo corso".

Prendera' servizio a Zootropolis, una citta' caratterizzata da zone con habitat differenti in funzione del tipo di animali che la abitano.

L'altra caratteristica peculiare di Zootropolis e' la, almeno apparente, tolleranza e civilta' raggiunte in questa societa' di animali (antropomorfi) grazie alla quale, animali aventi naturalmente caratteristiche di predatori convivono pacificamente con i predati.

La realta' e' pero' un po' diversa rispetto agli idilliaci fini, per cui anche a Zootropolis i pregiudizi rispetto alle varie caratteristiche peculiari delle differenti razze, a ragione o a torto, rimangono.

Judy, ad esempio, non sara' presa sul serio dal capitano Bogo, un enorme bufalo che assegna i compiti ai vari poliziotti del distretto dove ha preso servizio. Anziche' prestigiosi incarichi polizieschi, lavorera' come ausiliaria del traffico, impiegata a mettere multe, compito che peraltro svolgera' con il massimo impegno.

Ma il suo incarico le va stretto, e Judy non perde occasione di dimostrare il suo valore cercando di intervenire ogni qualvolta le capita per sedare ingiustizie e acciuffare malviventi.

In una di queste occasioni conoscera' Nick Wilde, una furba volpe che vive di espedienti legalmente "border line".

Questa sua attivita' la portera', malgrado i voleri del capitano, a risolvere, assieme a Nick, il principale problema contingente a Zootropolis, e cioe' la scomparsa di vari animali, tutti appartenenti alla categoria degli "aggressori"...

 

Come nei migliori film di animazione, anche questo Zootropolis puo' essere letto a vari livelli, per cui puo' essere visto sia dai bambini (non troppo piccoli, comunque, a mio avviso) che da ragazzi e dagli adulti.

Il tema trattato, infatti, riguarda importanti aspetti anche attuali della societa' in cui viviamo, in particolare la convivenza multietnica, i pregiudizi rispetto alle differenti classi e razze presenti, e la manipolazione delle masse da parte della classe dirigente facendo leva sulle paure, vere o presunte che siano.

Tutto questo, chiaramente, non in modo didascalico o avulso dal contesto ma attraverso una trama ben studiata e situazioni nelle quali le problematiche citate emergono naturalmente.

Esilaranti sono spesso, oltre alla scena principale, i dettagli dei personaggi che la contornano, ai quali consiglio di fare attenzione.

Nonostante l'ampio uso di computer graphics, che altre volte mi ha deluso, questa volta l'aspetto e le movenze dei vari personaggi e' molto accattivante, raggiungendo livelli a mio avviso comparabili con i Disney classici, ma con una tridimensionalita' molto migliore.

Quindi, un Disney ai massimi livelli per un cartoon di pregio come non si vedeva da tempo. 

 

 

Zootropolis - (Byron Howard, Rich Moore, Jared Bush, 2016) - Recensione - Doppiatori italiani: Massimo Lopez, Paolo Ruffini, Nicola Savino, Frank Matano, Diego Abatantuono
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