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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Terra di mezzo (Matteo Garrone, 1997) - Recensione - Con Paola Barbara, Sylvia Pascal, Ahmed Mahgoub, Euglen, Gertian

petardo

 

Sceneggiato, prodotto e diretto da un Matteo Garrone non ancora trentenne, Terre di mezzo e' un film a episodi che parla di emarginazione e immigrazione.

 

Il primo episodio, "Silhouette", ha avuto anche vita propria: ha vinto la prima edizione del Sacher Festival, e con il premio ricevuto Matteo Garrone ha potuto completare la trilogia di cui si compone "terre di mezzo". 

Qui troviamo, in una periferia di Roma insopportabilmente degradata, tre prostitute di provenienza nigeriana in attesa dei clienti. Molti di questi sono uomini di una certa eta', emarginati come le ragazze le quali diventano quasi amiche e confidenti.

Incredibile e' il gergo con il quale le ragazze comunicano tra loro: un misto di inglese, romanesco e (forse) nigeriano quasi incomprensibile per gli altri.

 

Nel secondo episodio, intitolato "Euglen & Gertian", ai bordi delle strade della periferia romana ci sono, anziche' prostitute ma in qualche modo accomunabili alle stesse, ragazzi in attesa di qualcuno che offre loro un lavoro, anche se temporaneo e sottopagato. Il classico campo di attivita' di questi ragazzi e' nell'edilizia, dove sicuramente non avranno le garanzie di sicurezza sul lavoro previsti dalla legge.

 

Nel terzo episodio, "Self Service", un immigrato egiziano di una certa eta' lavora di notte, abusivamente, ad un distributore self service. Non e' chiaro se commettendo piccole truffe ai danni degli automobilisti o no.

Si racconta e interagisce con gli avventori tanto da essere considerato un "personaggio" del posto.

Filmati in bianco e nero, probabilmente suoi ricordi, lo vedono un po' piu' giovane e in migliori condizioni economiche a raccontare, in un italiano molto stentato, la sua vita.

 

 

Questo film fotografa alcuni momenti della vita di queste persone. Lo fa con pudore e, assieme, la crudezza che i personaggi raccontati vivono quotidianamente.

Data l'estrema naturalezza di tutti gli attori, si fa fatica a pensare che molti di essi non siano davvero quello che rappresentano. Forse lo sono, ma non sono riuscito a trovare conferme o smentite di questo. A causa di questo, e anche a causa del fatto che non ci sia sotto una vera e propria storia, il film appare spesso piu' come uno splendido "docufilm".

Intriganti le musiche, alcune delle quali su base etnica curate da Dodi Moscati, una delle più apprezzate cantanti folk italiane nonche' ricercatrice musicale. La Moscati e' deceduta l'anno successivo la realizzazione del film, a 55 anni.

 

Terra di mezzo (Matteo Garrone, 1997) - Recensione - Con Paola Barbara, Sylvia Pascal, Ahmed Mahgoub, Euglen, Gertian
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