Padri e figlie - (Gabriele Muccino, 2015) - Recensione - Con Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul, Diane Kruger, Quvenzhané Wallis, Jane Fonda
..
Uno scrittore di una certa notorieta' (Jake Davis, interpretato da Russel Crowe) probabilmente distratto da un diverbio con la moglie provoca un incidente automobilistico nel quale la moglie muore, mentre lui accusa un trauma cranico che dara' luogo a gravi episodi di crisi.
Con loro, in auto, era presente la figlia Katie, rimasta illesa.
Jake si prendera' cura dell'amata figlia, ma, a causa dei disturbi psichici, sara' ricoverato per sette mesi in un ospedale psichiatrico. Durante questo periodo Katie sara' ospitata dalla sorella della madre, che vive in una bella casa con il ricco marito (che ha "piu' soldi di Dio", cit.) e i due figli. Al ritorno di Jake, loro vorrebbero "adottare" Katie, ma lui, ovviamente, non ne vuole sapere.
Questo "sgarbo" alla ricca famiglia non sara' senza conseguenze. Tra l'altro il libro che ha scritto durante la degenza nell'ospedale psichiatrico, "Tulipani amari", non ha avuto il successo sperato, e anche a causa di questo le sue finanze languiscono paurosamente.
Da questo punto in poi il film si svolge su due binari paralleli, uno all'epoca dei fatti (1989), l'altro 25 anni dopo, quando Katie, rimasta sola, lavora come assistente sociale. Le e' stata affidata una bambina di colore che ha smesso completamente di parlare dalla morte della madre.
katie ha una vita sentimentale a dir poco sconcertante. Dice di non riuscire ad amare nessuno, e spesso "rimorchia" sconosciuti, fino a quando non conosce un ragazzo, giornalista e scrittore, che dice di aver letto l'ultimo libro scritto da suo padre, Padri e Figlie, e di esserne stato profondamente colpito...
Una trama piuttosto complessa e articolata per un film "americano", che sembra diretto da un regista americano, nel bene e nel male, ma soprattutto direi nel bene.
Muccino riesce a non cadere nel sentimentalismo, anche se ci va talvolta vicino, e dirige con molta professionalita' una pellicola che poteva essere di non facile lettura. I molti attori di fama che ci lavorano (Russel Crowe e Jane Fonda, tra gli altri) riescono a dare lo spessore giusto ai vari personaggi.
Degne di nota le musiche, anch'esse dal sapore classico delle pellicole USA, ma invece opera del catanese Paolo Buonvino, che ha collaborato con Muccino anche in altre pellicole.
Oltre al regista e al compositore della colonna sonora, nel film sono presenti almeno altri 2 pezzetti d'Italia: un breve brano di una canzone di Jovanotti (se non sbaglio) e la Fiat 500L.
