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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Io che amo solo te - (Marco Ponti, 2015) - Recensione - Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Luciana Littizzetto

petardo

 

Polignano a Mare, Puglia.

Chiara (Laura Chiatti) e Damiano (interpretato da Scamarcio) sono in procinto di sposarsi.

I preparativi sono chiaramente grandiosi, come si usa fare da quelle parti, e ogni intoppo anche piccolo diventa una tragedia, soprattutto per Chiara.

Nel piccolo comune pugliese tutti sanno tutto di tutti, per cui si sa che tra la madre di Chiara e il padre di Damiano (Don Mimi) c'era stato un acceso legame interrotto a causa dell'arresto del fratello di Chiara. La famiglia di lui non voleva avere a che fare con famiglie di pregiudicati e Don Mimi (interpretato da Michele Placido) non ebbe il coraggio di opporsi.

Ma i due sono ancora attratti l'uno dall'altra, soprattutto Don Mimi', anche perche' la dura madre di Damiano non e' certamente affascinante come quella di Chiara.

A complicare la vicenda ci sono i dubbi di Damiano, che non disdegna un (ultimo?) appuntamento con la sua ex, e il fotografo ufficiale del matrimonio, che ci prova con Chiara, lasciandole un imbarazzante "ricordino" sul collo.

Comunque alla fine il matrimonio si fara', con lo sfarzo e il kitsch che queste cerimonie, soprattutto da quelle parti, comportano...

 

Secondo me in questo lavoro, tipicamente italiano, non c'e' molto da salvare. Forse, dal punto di vista antropologico, puo' essere interessante portare a conoscenza di chi non lo sa a che livello si puo' spingere una cerimonia di matrimonio in Puglia e, sicuramente, la bellezza del paese nel quale si svolge la vicenda.

Per il resto, molte banalita' e luoghi comuni conditi con argomenti adesso di moda, come il fratello di Damiano, gay non dichiarato, che porta al matrimonio una finta fidanzata, lesbica, bravissima nel recitare quartine della Divina Commedia a rutti.

Soprattutto nella parte finale, la storia si fa stiracchiata e la pellicola sembra non finire mai.

Gli attori principali sono certamente bravi e interpretano bene i loro personaggi, meno centrati, e talvolta quasi dilettanteschi, il lavoro degli attori comprimari, certamente non aiutati dai dialoghi banalotti.

La storia e' tratta dall'omonimo libro di Luca Bianchini.

Il titolo del film "Io che amo solo te" e' anche il titolo di una bellissima canzone degli anni '60 di Sergio Endrigo, qui reinterpretata (non benissimo, a mio avviso) da Alessandra Amoroso, presente al matrimonio in qualita' di se stessa.

Nonostante il successo di pubblico del film, a questo punto, difficilmente intraprendero' la visione del "sequel", sempre diretto dallo stesso regista, Marco Ponti, dal titolo "La cena di Natale", del 2016.

 

 

 

 

 

Io che amo solo te - (Marco Ponti, 2015) - Recensione - Con Riccardo Scamarcio, Laura Chiatti, Michele Placido, Maria Pia Calzone, Luciana Littizzetto
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