Due giorni, una notte - ( Luc Dardenne, Jean-Pierre Dardenne, 2014) - Recensione - Con Marion Cotillard, Fabrizio Rongione, Pili Groyne, Simon Caudry, Catherine Salée
In una piccola azienda belga di pannelli solari, in crisi a causa della concorrenza orientale, lavora Sandra, anzi, Sandra', alla francese.
Emotivamente fragile, al rientro in azienda da un periodo di malattia (depressione) trova una situazione molto critica: avendo riorganizzato il lavoro senza di lei, la dirigenza aziendale (nonche' i "capetti") propongono un atroce referendum tra i lavoratori. La scelta e' tra avere un bonus di 1000 euro ciascuno "grazie" al licenziamento di Sandra', oppure la lei ritornera' regolarmente al lavoro, ma niente bonus.
Un prima votazione era gia' stata fatta, con la vittoria di chi voleva il bonus (e di Sandra', chi se ne frega?).
Grazie all'interessamento di una sua amica, Sandra' ottiene una nuova votazione, in quanto nella prima non erano state rispettate le caratteristiche di segretezza necessarie, e l'influenza del capo reparto, favorevole al licenziamento, poteva avere distorto il risultato.
La nuova votazione si sarebbe tenuta il lunedi' successivo.
Sandra' aveva a disposizione due giorni e una notte per cercare di convincere i colleghi di lavoro a votare diversamente...
L'argomento del film dei fratelli Dardenne, da sempre sensibili alle problematiche del lavoro, era interessante, sebbene non so quanto legale, almeno in Italia. Anche se, con l'aria che tira, la sempre maggiore precarizzazione del lavoro e le sempre minori tutele, non e' detto...
Far litigare e dividere i piu' deboli, come questo film rappresenta, e' una comoda scappatoia anche per le coscienze di chi comanda. Una guerra tra poveri nella quale chi vince sono sempre e solo i potenti (o piccoli potenti).
Naturalmente, nel film, emergono i piccoli e i grandi egoismi, le piccole e le grandi generosita' cosi' come le contraddizioni che in casi come questi sono sempre presenti.
Nonostante l'idea interessante, il materiale a disposizione e la buona recitazione della Cotillard (Sandra') e degli altri interpreti, il film, sebbene dignitoso, non decolla. In parte, probabilmente, per il rigore stilistico dei Dardenne, che poco lascia alla spettacolarizzazione (e questo e' un bene), ma anche la sceneggiatura, un po' monocorde, non convince del tutto.
Ricapitolando, un buon film che pero' poteva essere anche molto meglio.
