Abbraccialo per me - (Vittorio Sindoni, 2016) - Recensione - Con Stefania Rocca, Vincenzo Amato, Moise Curia, Giulia Bertini, Pino Caruso
Rendersi conto che il figlio, fisicamente normalissimo, comincia ad avere dei problemi comportamentali patologici non e' probabilmente mai facile, per una madre.
Cosi' e' per Caterina (una brava Stefania Rocca), mamma assai protettiva di Francesco (o, meglio, "Ciccio"). Lo ha sempre difeso in ogni occasione, fin da bambino, anche probabilmente perche' il padre era invece troppo autoritario e violento.
Il film si svolge in un piccolo paese siciliano, dove tutti conoscono tutti nella piazzetta dove abita Ciccio, e dove la sua passione per la batteria provoca non pochi malumori a causa del rumore.
Le sue reazioni alle proteste degli abitanti sono spesso sopra le righe, e anche i suoi comportamenti scolastici sono anomali.
Dopo una crisi piu' evidente del solito Francesco viene ricoverato e da li' Caterina verra' a sapere che il figlio ha problemi di tipo mentale, maniaco-depressive, quale il disturbo bipolare.
Da li' inizia la terapia continua e psicologicamente debilitante di farmaci che tengono sotto controllo il suo umore.
Caterina vorrebbe tenere Ciccio sempre con se, per proteggerlo, ma probabilmente non e' una scelta giusta. La sorella di Francesco intuisce questo problema e indirizza il fratello verso strutture piu' adeguate al suo caso.
Il tema affrontato (direi piuttosto bene) da "Abbraccialo per me" e' sicuramente molto interessante, drammaticamente interessante, cosi' come la storia che viene raccontata, peraltro ispirata da una storia vera.
Il film, secondo me, pecca, soprattutto nella prima parte, di una recitazione non diretta in modo completamente soddisfacente dal regista Vittorio Sidoni. I molti noti attori presenti, peraltro bravi, sembrano amalgamati poco accortamente, e certe situazioni appaiono come forzate.
La pellicola migliora molto nella seconda parte, piu' drammatica e sicuramente emozionante.
Indovinate le canzoni della colonna sonora, e fin troppo facile appare la scelta della bellissima "Ti regalero' una rosa", di Simone Cristicchi, che tratta proprio di persone con problemi psichiatrici.
