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L'amica geniale - (Elena Ferrante, 2011) - Recensione

petardo

 

Romanzo del 2011 di Elena Ferrante, primo volume di un ciclo composto da quattro libri.

 

Un po’ incuriosita dal dibattito intorno alla vera identita` di Elena Ferrante, ho cominciato questo libro che mi ha “agganciata” e ho poi letto l’intera quadrilogia. “L’ amica geniale” e` a mio parere il piu` bello dei quattro libri.

La storia inizia nel secondo dopoguerra ed e` ambientata in un pittoresco quartiere della Napoli piu` povera.

L’amica geniale per me non e` facile da identificare: le protagoniste infatti sono due, due bambine, amiche, diverse ma accomunate da un’intelligenza e da una volonta` fuori dall’ordinario, per cui per me il ruolo di amica geniale passa dall’una all’altra durante lo svolgersi della storia. Narratrice e` una delle due, Elena detta Lenu`, che racconta in prima persona, mentre l’amica e` Raffaella, detta Lina da tutti tranne che da Lenu` che la chiama Lila. Lila ha un’intelligenza sfolgorante e velocissima, mentre Lenu` e` meno appariscente ma piu` determinata e metodica.

Intorno a loro si muove una folla di personaggi del quartiere, in cui si mescolano amanti e donne che per amore impazziscono, strozzini e camorristi, negozianti e piccoli artigiani con sogni di gloria, insegnanti che tentano con tutte le loro forze di far risaltare chi se lo merita e toglierlo cosi` a un destino che pare gia` segnato: moglie-madre, bottegaio, camorrista.

In questo contesto la bravura di Lila e Lenu` emerge e viene notata, ma mentre Lenu`, figlia di un usciere comunale, riesce a vincere la sua battaglia per continuare a studiare, Lila, di condizioni economiche peggiori e forse non abbastanza determinata per riuscire a convincere la sua famiglia, interrompe gli studi dopo le elementari.

Il libro si chiude con il matrimonio di Lila diciassettenne, ma naturalmente la curiosita` suscitata e` tale che continueremo con I libri successivi.

 

Il mio commento risentira` probabilmente del modo in cui il mio giudizio si e` evoluto durante la lettura dei quattro libri, ma ora provero` a recensire solo “L’amica geniale`.

Anzitutto la scrittura: ottima, di ritmo incalzante e molto scorrevole. E` una lettura “facile” e veloce, di cui il principale difetto, nel primo libro, e` la difficolta` a ricordarsi tutti I personaggi e le loro reciproche relazioni (ma non spaventiamoci, non e` Dostojevskji).

I caratteri sono definiti benissimo, con tratti precisi e acuti, con particolari caratterizzanti per cui leggendo li “inquadriamo”, e secondo me, e` quasi inevitabile partecipare idealmente alle vicende e schierarsi da una parte o dall’altra. Perche` di fatto, le due bambine sono amicissime ma e` evidente la frizione tra I loro caratteri, la sfida che conduce almeno in questo libro ciascuna della due a dare il meglio di se` per confrontarsi con l’altra: sembra che nessuna delle due abbia senso “da sola”, che ciascuna debba continuamente dimostrare qualcosa all’altra, e il confronto continuo serve ovviamente da stimolo per un ulteriore miglioramento.

Pittoresca e` anche la folla dei personaggi di contorno e lo sviluppo delle loro vicende; magnifico e` l’affresco della Napoli della ricostruzione post-bellica, delle ansie e delle speranze che l’attraversavano, di questo mondo privo di tutto e al tempo stesso pronto per evolversi in ogni direzione.

E` un libro pieno di storie e di racconto, gli avvenimenti si accavallano vorticosamente e rimane poco spazio per una lettura riflessiva, anche se I temi trattati a volte lo consiglierebbero: ma la narrazione corre, letteralmente, e anche il lettore finisce per correre.

Questo naturalmente ha come effetto collaterale quello di sembrare una sceneggiatura particolarmente ricca e piena di avvenimenti ed argomenti. Si procede da un colpo di scena all’altro e tutti i personaggi si evolvono in continuazione, chi avevamo giudicato bene rivela aspetti negativi, chi avevamo giudicato male si mostra meglio di cio` che pensavamo, in un capovolgimento continuo.

Perfino Lenu` di tanto in tanto ci delude, ma la vera regina del trasformismo e` Lila, personaggio che non riesce a essere coerente ne` prevedibile per piu` di due pagine consecutive. (Da un’amica cosi` sarei scappata a gambe levate..)

 

In conclusione, e` un libro che non ha momenti di noia ne` di pausa, lo si legge tutto d’un fiato e si resta agganciati al successivo, perche` davvero non si puo` fare a meno di sapere come continua la storia. Praticamente un serial, insomma, e questo e` al tempo stesso il suo pregio e il suo limite.

 

P.S. Naturalmente questa recensione e' di mia moglie...

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L'amica geniale - (Elena Ferrante, 2011) - Recensione
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