Anomalisa - (Charlie Kaufman, Duke Johnson, 2015) - Recensione
Michael Stone e' uno scrittore famoso. Il suo libro riguardante il "Customer service", e, in particolare, come "aumentare la produttivita'" in questo settore lavorativo e' diffusissimo in tutte le aziende.
Si reca a Cincinnati per tenere una conferenza sul tema, e l'appuntamento e' molto atteso perche' Michael e' anche considerato un ottimo oratore motivazionale.
Si capisce subito pero' che il periodo non e' dei piu' felici. E' in crisi con se stesso e tutti quelli che lo circondano lo infastidiscono o annoiano.
Curiosamente, hanno tutti piu' o meno la stessa voce, da uomo. Anche la moglie, alla quale telefona dal lussuoso Hotel Fregoli.
Poiche' si sente solo, telefona ad una vecchia fiamma di Cincinnati, con la quale aveva troncato la relazione bruscamente e senza motivo 10 anni fa, ma non funzionera'.
Il male di vivere lo abbandonera' (almeno, come si vedra', temporaneamente) quando sente passare nel corridoio dell'albergo Lisa, una ragazza che parla con voce da donna, o almeno l'unica che lui sente ad avere questa voce.
Esce subito dalla camera e la cerca, stanza per stanza. Alla fine la trova. Era in camera con una amica (piu' carina di lei), entrambe li' proprio per sentire la sua conferenza.
Ma lui e' gia' innamoratissimo proprio di Lisa, ragazza timida e complessata a causa di una cicatrice vicino all'occhio sinistro, che cerca di tenere nascosta con i capelli...
Anomalisa e' un film che si sarebbe potuto benissimo fare utilizzando attori veri, ma cosi' non e' stato.
Charlie Kaufman e Duke Johnson (del primo e' anche il soggetto) lo gireranno con pupazzi alti una trentina di centimetri, con una tecnica chiamata "frame by frame stop motion".
Lo "stop motion" e' chiaramente visibile nel movimento dei pupazzi, peraltro piuttosto espressivi, che pero' perdono la fluidita' del movimento.
Il nome dell'albergo nel quale alloggia il protagonista, fregoli, richiama alla mente, oltre al noto illusionista, anche la cosiddetta "sindrome di Fregoli". Chi ne e' affetto puo' avere l'illusione che e' circondato dalla stessa persona, sindrome della quale Michael sembra affetto.
Il film e' sicuramente sorprendente, anche se non tutto sembra perfettamente centrato e non a tutti piacera'.
NON e' un film d'animazione per bambini. Tra l'altro, altrettanto sorprendente e' una scena di sesso "quasi esplicito" presente nel film, oltretutto tra pupazzi, che rendono l'indicazione "vietato ai minori di 12 anni" un pochino permissiva...
