Il venditore di medicine - (Antonio Morabito, 2013) - Recensione - Con Claudio Santamaria, Isabella Ferrari, Evita Ciri, Marco Travaglio, Roberto De Francesco
Un film interessante che dipinge, a tinte abbastanza fosche, il mondo che ruota intorno alla nostra salute: case farmaceutiche che, tenendo I loro informatori scientifici (I “venditori di medicine” appunto) perennemente sotto la minaccia del licenziamento, li spingono ad essere sempre piu` aggressivi, spregiudicati e amorali.
Amoralita` che sembrano condividere con molti medici che si fanno comprare, letteralmente, con regalini e regaloni di varia entita` in cambio della prescrizione di nuovi farmaci spesso inutili. In questo mondo lavora Bruno (Claudio Santamaria), un forte venditore sottoposto a notevoli pressioni psicologiche; la sua capo-area, Giovanna, (Isabella Ferrari) a ogni riunione infierisce sui suoi collaboratori tentando di spremerli oltre le loro possibilita` e minacciandoli continuamente di licenziamento.
Ogni venditore ha una sua rete di medici di fiducia (le “regine”), di cui conosce difetti, segreti e gusti da soddisfare in cambio di un elevato numero di prescrizioni. A questi medici si regalano computer, pornovideo, donnine, viaggi, un po’ di tutto. Spesso I farmaci da prescrivere non hanno niente di innovativo rispetto ad altri gia` in commercio da tempo.
La concorrenza tra le case farmaceutiche e` agguerrita, c’e` un’escalation di regali e favori e pertanto la lotta tra venditori e` durissima.
Ovviamente non tutti i medici sono corruttibili: c’e` anche chi si rifiuta di prescrivere medicine inefficienti ancorche` abbellite da un nome nuovo, e questo complica la vita dei venditori perche` la casa farmaceutica li valuta strettamente sulla base del numero di prescrizioni ottenute.
Dopo l’ennesima riunione-bagno di sangue (al termine della quale si verifica addirittura il suicidio di un collega che si sentiva “nel mirino”) Bruno si trova davanti un medico non compiacente, che rifiuta di prescrivere il nuovo farmaco-clone di uno vecchio.
Poco dopo viene a scoprire che un suo vecchio amico, per problemi finanziari, ha accettato di fare da cavia farmaceutica pur essendo perfettamente sano e ha contratto una malattia difficile da curare, che richiede un farmaco giapponese che, chissa` perche`, non viene importato in Italia; Bruno e` colpito dalla sua storia e cerca di procurarsi quel farmaco.
Intanto Giovanna imperversa e Bruno si sente sempre piu` insicuro; la sua compagna desidera un bambino e lui teme di non essere in grado di mantenerlo, percio` le somministra anticoncezionali di nascosto.
Davanti all’insistenza di lei, Bruno, per consolidare la sua posizione lavorativa ed economica, chiede a Giovanna che al posto delle solite “regine” gli venga assegnato un molto piu` redditizio “squalo” (termine con cui vengono indicati i medici che occupano posti-chiave in grado di assicurare enormi consumi di farmaci: primari ospedalieri, direttori di reparti, famosi professori, ecc).
Giovanna, un po’ incredula, gli assegna un vero boss, un super-primario con fama di incorruttibilita` direttore del reparto di oncologia di un grande ospedale (il professor Malinverni, splendidamente interpretato da Marco Travaglio, che mette in scena, semplicemente, il suo peggior se stesso).
Malinverni si mostra osso duro per davvero, ma Bruno, introducendosi come una spia, di nascosto, nel suo ufficio e sfruttando la collaborazione di un amico medico, riesce a scoprire qualcosa con cui ricattarlo.
I guai di Bruno pero` non sono finiti: la moglie inopinatamente incinta scopre, in seguito a un malore, che Bruno le somministrava anticoncezionali di nascosto; lo scontro con Malinverni si fa piu` duro; Bruno viene denunciato da un medico per tentativo di corruzione. Ma, almeno processualmente, Bruno riesce a cavarsela.
Dopo aver visto questo film la percezione del sistema sanitario e la fiducia nei farmaci che il nostro medico ci prescrive subiscono un colpo significativo.
Claudio Santamaria e` molto bravo nell’impersonare questo informatore scientifico che sembra una (ex) brava persona che nel cercare di assicurare alla sua famiglia la sicurezza necessaria perde un po’ la bussola e si mette a fare delle scemenze assolute come frugare negli archivi riservati di un primario o, temendo di non essere abbastanza solido finanziariamente per mantenere un bambino, tentare di impedire alla moglie di concepirlo.
Agisce come un giocatore d’azzardo la cui conoscenza del gioco fa trascurare le regole fondamentali della morale e del buon senso: sembra disposto a tutto pur di non perdere il suo lavoro, che peraltro sembra in certi momenti cominciare ad odiare.
La trovata di somministrare anticoncezionali alla moglie incinta sembra proprio la ciliegina sulla torta della follia; quanto alla multinazionale farmaceutica, e` un vero campione di cinismo, peggio di una fabbrica d’armi.
A nessuno sembra importare veramente della salute dei pazienti. Dopo la visione di questo film, guarderete con sospetto anche l’aspirina.
E` un film ben girato, con ritmo serrato e coinvolgente; gli attori sono molto bravi, soprattutto Claudio Santamaria che incarna bene lo sdoppiamento del suo personaggio da brava persona a maneggione capace di tutto e pervaso quasi da un delirio di onnipotenza.
Tutto pur di non perdere quel dannato posto di lavoro...
