A beautiful mind - (Ron Howard, 2001) - Recensione - Con Russell Crowe, Jennifer Connelly, Ed Harris, Paul Bettany, Christopher Plummer
Film non recentissimo, del 2001, di Ron Howard, con Russell Crowe e Jennifer Connelly.
E` la storia di John Nash, matematico statunitense vissuto nell’immediato dopoguerra (universitario a Princeton nel 1947), professore al MIT e insignito del Premio Nobel nel 1994.
Soprattutto all’inizio il personaggio non appare affatto simpatico: e` di una franchezza eccessiva e sconcertante, solitario e parla solo di matematica (argomento che non per tutti e` interessante). Di questo risente perfino un po’ l’inizio del film che richiede, per cosi` dire, un certo spirito di adattamento prima di cominciare a coinvolgere veramente lo spettatore.
Peraltro l’ambiente del college universitario di Princeton appare molto ben ricostruito, sia nelle situazioni che nel genere di personaggi che vi si possono incontrare (mi e` capitato di imbattermi in personaggi un po’ dello stesso tipo, in un rinomato collegio universitario “di merito” a Pavia): un ambiente di studenti quasi sempre molto intelligenti, dal carattere forte e competitivo, poco modesti e decisamente secchioni. Nash riesce a essere troppo “out” perfino per questo ambiente, ha pochissimi amici e viene anche un po’ sfottuto.
Ma e` un genio, senza dubbio, pubblica un saggio rivoluzionario e accede quasi subito all’insegnamento; tra gli studenti c’e` una ragazza molto in gamba, Alicia, che superando un po’ di incomprensioni iniziali diventera` sua moglie.
Durante la guerra fredda tra USA e URSS John viene utilizzato con successo nella decodifica di un importante codice di comunicazione sovietico. E` proprio in questo periodo che la sua malattia, una forma di schizofrenia con allucinazioni, gia` presente da tempo ma non evidente, si rivela appieno con effetti abbastanza drammatici.
Ma la moglie non lo abbandona e anche grazie al suo aiuto John sembra riuscire, se non proprio a superarla, almeno a controllare I sintomi della malattia.
Non aggiungo ulteriori dettagli per lasciare allo spettatore un minimo di sorpresa. Russel Crowe appare in una veste un po’ inaspettata e si rivela molto bravo, cosi` come Jennifer Connelly nella parte di Alicia.
Nell’insieme e` un film in crescendo, per cui consiglio di non abbandonare la visione dopo I primi minuti, che sono sicuramente un po’ faticosi, ma servono ad introdurre il personaggio e ad ambientarlo; dopo di che la storia diventa appassionante e ben recitata.
