Ten Thousand Saints - (Shari Springer Berman, 2015) - Recensione - Con Emile Hirsch, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Ethan Hawke, Emily Mortimer
Anni '70, Vermont. Jude e' un bambino che viene a scoprire direttamente dal padre Leslie, senza alcun "filtro", che aveva messo incinta una vicina (e a causa di cio' si doveva l'ennesima sfuriata della madre che l'aveva cacciato di casa) e, per di piu', nello stesso "colloquio", che lui (Jude) era stato adottato.
Dieci anni dopo, Jude oramai adolescente "si fa" con qualsiasi cosa trova a portata di mano, lui e il suo amico Teddy provano anche l'esperienza della coca attraverso Eliza, una figlia del disgraziatissimo padre, che viene a fare loro visita. Eliza e' la figlia di una donna che non e' la madre di Jude.
Eliza avra' un breve flirt con Tommy, che pero' di li' a poco morira' di eccessi di sostanze (e di freddo, probabilmente), fine che Jude, che era con lui, riesce a scampare per un pelo.
Jude e il padre andranno a vivere in una piccola casa di New York, citta' dove vive, ma in un altro appartamento (piuttosto lussuoso) la seconda compagna di Leslie assieme alla figlia Eliza, che si scoprira' essere incinta di Tommy.
A turno, e non senza problemi, le due donne di Leslie, Leslie stesso, Jude e il controverso fratello di Tommy accompagneranno Eliza verso il parto...
Ten Thousand Saints e' quello che si dice "un film di formazione", in particolare di quella del protagonista Jude, che almeno per meta' film esibisce uno stucchevole ciuffo di capelli che gli scende sul naso.
Stucchevole e irritante e' anche lo sballatissimo padre Leslie, che non esita a chiedere e offrire "erba" al figlio.
Degni di menzione negativa i dialoghi, spesso poco credibili e poco interessanti.
Nonostante succedano molte cose, (troppe?) il film risulta piuttosto noioso e talvolta lento.
Piuttosto "finti" risultano anche gli ambienti, in particolare la New York con zone invase da senzatetto destinati, non senza contestazioni, ad essere spazzati via dalle amministrazioni di li' a venire.
Discrete mi sono sembrate solo le interpretazioni dei personaggi femminili, in particolare quella di Eliza (Hailee Steinfeld)
Insomma, un film sul quale avevo nutrito qualche speranza (tipo da "Sundance festival", per intenderci) ma che alla luce dei fatti mi ha lasciato alquanto deluso.
Discrete le musiche ma con una qualita' audio della colonna sonora ben lungi dall'essere allo stato dell'arte.
