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Il Blog di Petardo Cinema, cucina, turismo, fai da te...

Dio esiste e vive a Bruxelles - (Jaco Van Dormael, 2015) - Recensione - Con Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau

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La genesi, secondo il regista di questo film Jaco Van Dormael, e' un po' diversa da come ci viene raccontata. Niente paradiso terrestre, costole, mele, serpenti e quanto altro, ma solo Bruxelles.

Infatti, cito dal film "Dio si annoiava, per questo creò Bruxelles", posto dove peraltro egli stesso lavorava, in una modesta casa con un grande stanzone dalle pareti formate da innumerevoli cassettiere e, in mezzo, un tavolino con un computer, dal quale lui (Dio) inventava tutto. In realta' era il PC che forniva schede di cose e animali da proporre per la vita sulla terra, come se Wikipedia fosse sempre esistita, anche prima dell'esistenza del mondo.

Da questo primo passo avrete capito su che registro, a mio avviso, meravigliosamente assurdo e visionario, sono i toni di "Dio esiste e vive a Bruxelles".

Anche la figura di Dio ha aspetti non proprio "canonici". Ieratico? Serio? Saggio? Niente di tutto questo. Il Dio di Jaco Van Dormael e' uno sciatto personaggio in ciabatte e vestaglia, con il volto da ubriacone, iracondo, tiranno e antipatico, sia nei confronti delle sue creazioni che nei confronti della remissiva moglie (appassionata di Football australiano e di tombolo) che della figlia Ea, decisamente piu' ribelle, come ribelle era il figlio JC, scappato dalle sue grinfie e ucciso dagli uomini. La moglie lo contempla spesso, su un quadro, assieme ai suoi 12 apostoli.

I 3 personaggi vivono asserragliati nella modesta casa senza la possibilita' di contatti con l'esterno.

Stanca delle percosse e delle angherie la figlia decide di fuggire per scrivere il "nuovo nuovo testamento", reclutando altri 6 apostoli e uno scriba.

Prima di andarsene, fara' un feroce dispetto al padre: inviera' a tutti gli abitanti della terra, tramite SMS, la data della morte, e un timer sul cellulare di ciascuno ricordera' loro il fatale evento, in una specie di moderno "ricordati che devi morire!" di medievale memoria.

La fuga dalla casa di Dio era possibile solo entrando nella lavatrice, che comunicava, tramite un lungo condotto, ad una lavanderia a gettone di Bruxelles.

Arrivata giu', Ea comincera' a confrontarsi con l'esterno, messo in subbuglio dagli SMS rivelatori, cercando i 6 apostoli...

 

Dio esiste e vive a Bruxelles non e' certamente un film da integralisti cattolici, per cui e' bene che chi potesse sentirsi offeso da questa situazione ne eviti la visione.

E' invece, a mio avviso, consigliatissimo per tutti gli altri, che troveranno idee e dialoghi sorprendenti, divertenti, acuti e, talvolta, anche emozioni, dove sicuramente complice sara' la, spesso "furba", colonna sonora.

Dio esiste e vive a Bruxelles non e', ne' cerca di esserlo, un film "serio", ma corrisponde bene a quello che penso possa essere un "divertimento intelligente" senza assolutamente cadere nell'eccesso dei cosiddetti film "demenziali", e, anzi, rimanendo sempre assurdamente credibile.

 

Dio esiste e vive a Bruxelles - (Jaco Van Dormael, 2015) - Recensione - Con Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau
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