Il sale della terra - (Wim Wenders, Juliano Ribeiro Salgado - 2014) - Recensione - Con Sebastião Salgado
Il sale della terra e' un potentissimo documentario realizzato da Wim Wenders e da Juliano Ribeiro Salgado, figlio del noto fotografo Sebastião Salgado e di Lélia Wanick, sulla vita e le opere di suo padre e, poiche' ha influito pesantemente sulle scelte del marito, anche di Lélia Wanick.
A raccontare troviamo Sebastião Salgado stesso.
Brasiliano, allontanatosi dal suo paese con la moglie a causa del regime militare, vive e lavora a Parigi.
E' un economista che ha scoperto la fotografia grazie alla moglie, e da allora ne ha fatto l'attivita' della sua vita.
Inizialmente, lo scopo era quello di raccontare con le immagini quello che la parte piu' ricca del mondo non conosce, quell'umanita' diseredata e disperata che vive nelle zone piu' difficili del pianeta. Dalle straordinarie, terribili immagini delle migliaia di lavoratori nelle cave aurifere del Sud America ai genocidi e agli epici esodi di massa africani fino alla prima guerra del golfo, con le devastanti immagini dei pozzi di petrolio incendiati da Saddam Hussein durante la ritirata dal Kuwait.
Immagini in bianco e nero di una potenza evocativa uniche, bellissime e terribili al tempo stesso, che lasciano poco spazio alla speranza di un mondo migliore.
Nonostante questo, nell'ultima parte della sua vita di fotografo (ma Sebastião Salgado e' ancora vivo e operante) alle immagini si accompagna un'attivita' da parte sua e di sua moglie di tipo positivo, in qualche modo ottimista. Tentano, con successo, di ripopolare di piante le zone diventate quasi desertiche della proprieta' del padre di Sebastião Salgado, che faceva l'allevatore di bestiame.
Il sale della terra e' un film-documentario bellissimo e terribile, da vedere preferibilmente sul grande schermo (almeno su uno schermo grande) per poter apprezzare appieno i particolari e le stupende sfimature del bianco e nero delle straordinarie fotografie del grande artista brasiliano.


