Black Sea - (Kevin Macdonald, 2014) - Recensione - Con Jude Law, Scoot McNairy, Tobias Menzies, Grigoriy Dobrygin, Ben Mendelsohn
Robinson e' un esperto capitano di sommergibili. Lavora presso una cinica azienda di recupero relitti che ha deciso di scaricarlo concedendogli una "buon'uscita" umiliante.
Ma non e' l'unico in quelle condizioni.
Ritrovandosi con ex colleghi al bar, viene a sapere della possibilita' di un'azione (semiclandestina) di recupero relitti che lo avrebbe reso ricco: si tratta di un sommergibile russo affondato nel mar Nero durante la seconda guerra mondiale. Trasportava un grosso quantitativo di lingotti d'oro che avrebbero dovuto passare dalla Russia alla Germania.
L'operazione sara' finanziata da un misterioso e ricco personaggio che si terra' il 40% del malloppo, ma il resto sarebbe comunque sufficiente per arricchire tutti i membri dell'equipaggio che prenderanno parte all'operazione.
L'equipaggio sara' formato per meta' da russi e per meta' da ex colleghi e amici inglesi di Robinson. Si tratta di persone molto esperte quando non decisamente avanti con l'eta', un po' abbrutiti dalle vicende della vita. Tutti tranne un diciottenne coinvolto nell'operazione all'ultimo momento e, suo malgrado, un infido esponente del mondo finanziario che sta dietro all'azione.
Un'accozzaglia di "brutti, sporchi e cattivi" costretti a vivere nel claustrofobico interno di un vetusto sottomarino russo.
Gli attriti cominceranno presto, cosi' come le sorprese attorno alla vicenda, e non sara' facile per il pur tosto capitano Robinson portare a termine l'azione con successo.
Black Sea e' un classico, ottimo film d'avventura dove si intreccia l'azione, i misteri, gli scontri tra psicologie e culture differenti, il tutto all'interno di un ambiente angusto quale quello di un sommergibile, per giunta decrepito. Ma ci si ritrova anche la lotta di classe, anzi delle varie classi sociali, dove quelle di rango superiore sfruttano quelle inferiori, a vari livelli, nella paura costante, soprattutto per alcuni di loro, di essere a loro volta traditi e sfruttati da quelli che si ritengono "pezzenti".
Come spesso succede in questo genere di film egoismi e gesti eroici si mescolano per dare allo spettatore una varieta' di situazioni differenti con l'obiettivo di creare pathos ed emozioni.
Blck Sea, in questo, ci riesce pienamente.
