Come riparare un termoventilatore (o almeno provarci) - Caso De'Longhi Verticale Young
Mi e' capitato recentemente di dover riparare un termoventilatore della De'Longhi. Il modello "Verticale Young".
Si tratta di un elettrodomestico di fascia economica, la cui struttura e componentistica e' molto simile a quella di altri apparecchi dello stesso tipo, per cui le note che seguono hanno una valenza piu' generale.
Nota importante: trattandosi di una apparecchiatura elettrica alimentata a 220 V, e' indispensabile che chi si cimenta nella riparazione di questi oggetti sia sufficientemente esperto in materia, poiche' riparazioni poco accorte possono portare a danni gravi all'apparecchio e anche a chi lo utilizza. Non si risponde, chiaramente, di danni dovuti a malaccorto maneggiamento e "riparazione" del termoventilatore. Inoltre, ha senso il tentativo di riparazione "fai da te" solo se l'apparecchio e' fuori garanzia.
Il termoventilatore in oggetto, a parte l'accensione della spia, non dava altri segni di vita: la resistenza non si riscaldava e la ventola non girava anche agendo sulla manopola del termostato.
La prima cosa da fare e' smontare l'apparecchio per accedere all'interno.
Prima di questa operazione e' indispensabile staccare la spina dalla 220 V, in quanto, in caso contrario, le parti interne metalliche sono sotto tensione, e quindi la folgorazione e' assolutamente possibile.
Come da figura, ci sono sul retro 4 viti con testa "torx". Le due superiori sono facilmente accessibili. Quelle inferiori sono all'interno di un "buco" piuttosto profondo, e difficilmente i normali cacciaviti torx riescono ad accedere. Per questo io ho usato un normale cacciavite a taglio con la larghezza della punta esattamente uguale alla distanza di 2 vertici della "stella" del torx. Non e' un'operazione ortodossissima, ma, dato che si tratta di viti metalliche all'interno di materiale plastico, la forza di torsione e' limitata, per cui ce la si puo' fare anche in questo modo.
Una volta tolto il guscio inferiore si puo' accedere ai vari elementi elettrici costituenti il termoventilatore, e, in particolare, il termostato ambiente, il motore elettrico collegato alla ventola, la resistenza riscaldante, un termostato della resistenza, di sicurezza, e un termofusibile, anch'esso di sicurezza.
Il circuito elettrico e' piuttosto semplice, come illustra lo schema sottostante.
Dopo la spina elettrica, quella che si collega alla 220V, troviamo l'interruttore del termostato ambiente, che e' chiuso se la sua temperatura e' inferiore a quella impostata manualmente con la manopola, e la lampadina spia, che quindi si accende quando il suddetto interruttore e' chiuso.
Successivamente abbiamo il termofusibile e il termostato di sicurezza della resistenza riscaldante.
Infine troviamo i carichi, posti in parallelo, della resistenza stessa e del motore elettrico.
Dai "sintomi" del termoventilatore (la lampada spia si accende, ma il resto non va), l'imputato e' molto probabilmente il termofusibile. Con l'aiuto di un tester in configurazione misuratore di resistenza si controlla il termofusibile, che deve essere praticamente un cortocircuito. Se invece, come in questo caso, e' un circuito aperto, significa che e' saltato.
Questo puo' essere successo per vari motivi, che possono anche non essere legati ad un malfunzionamento della ventola. Infatti il surriscaldamento potrebbe essere dovuto al motore elettrico bloccato che quindi non raffreddava la resistenza grazie alla rotazione della ventola. Oppure il termoventilatore e' stato fatto funzionare coperto. Potrebbe anche essere che l'apertura del termofusibile sia stata accidentale, per un difetto del termofusibile stesso.
Occorre quindi acquistare un nuovo termofusibile, avente le caratteristiche di quello da cambiare.
Nota: il termofusibile e' un componente elettrico che contiene una sostanza conduttiva che "fonde" alla temperatura dichiarata sull'involucro (in questo caso 117 gradi), interrompendo la conduzione della corrente tra un terminale e l'altro. Purtroppo non e' ripristinabile, come lo sono ad esempio i contatori rella rete ENEL, e quindi va sostituito. Si trova nei negozi di ricambi per elettrodomestici al prezzo di pochi euro.
Questi tipi di termofusibili hanno i terminali a saldare, per cui e' indispensabile munirsi di un saldatore per circuiti elettrici, a stagno.
Per facilitare l'accesso ai terminali, e' meglio smontare il pannellino con il termostato (1 vite) e tutto il blocco motore-resistenza (2 viti).
Quindi si dissalda il termofusibile guasto e si salda quello nuovo. Per evitare di distruggere il termofusibile, e' necessario evitare che la saldatura lo porti a temperature elevate, quindi consiglio, durante la saldatura stessa, di tenere il componente con una pinza a becchi sul terminale che si sta saldando, vicino al corpo del componente.
Una volta sostituito si rimonta il tutto e si verifica che il termoventilatore funzioni correttamente, e che quindi la rottura del termofusibile non sia stata causata da altre anomalie (ad esempio il motore bloccato, come gia' citato).












