Banana - (Andrea Jublin, 2015) - Recensione - Con Marco Todisco, Beatrice Modica, Ascanio Balbo, Anna Bonaiuto, Giorgio Colangeli
"Banana" e' l'azzeccato soprannome che i crudeli (come sempre) compagni di scuola hanno affibbiato al protagonista, un ragazzino di 14 anni paffutello e sognatore che veste spesso con la maglia del Brasile, suo mito calcistico.
Talvolta gioca in una squadretta di calcio in qualita' (non voluta) di portiere. Ripetutamente sente che il "suo pubblico" immaginario si stupisce per l'azione solitaria che, immancabilmente, intraprende, levando con enfasi i guantoni di portiere. Attraversa il campo dribblando epicamente tutti, ma, davanti alla porta avversaria, il suo piede "a banana" lo tradisce, mandando il pallone fuori dal muro del campetto. Immancabilmente (o quasi), il pallone tornera' bucato, esasperando i compagni lo massacreranno di botte e insulti.
A scuola e' bravino, soprattutto in italiano, materia che lo vede alle prese con la terribile professoressa Colonna, signora di mezza eta' totalmente disillusa e inacidita da anni e anni di insegnamento abbrutente.
Nella stessa classe c'e' Jessica, ragazzina carina piu' grande di Banana (e' pluribocciata), di cui lui e' chiaramente invaghito, sebbene altrettanto chiaramente questo amorino adolescenziale e' senza speranza.
Ma lui, l'immarcescibile Banana, non demorde, non essendo stato ancora contagiato dallo "scoramento" generalizzato degli adulti che lo circondano, e, pur di stare con Jessica, si offre di darle ripetizioni e di suggerirle in classe durante le interrogazioni con l'obiettivo di evitarle la probabile ennesima bocciatura.
Banana e' il sorprendente lungometraggio d'esordio di Andrea Jublin, (non giovanissimo, essendo della classe 1970), che segue il cortometraggio, anche questo ambientato in una scuola, "Il supplente", del 2006, che a questo punto non manchero' di ricercare.
Infatti il film e' bellissimo, intenso, talvolta profondo senza farlo pesare e divertentissimo, grazie ai dialoghi (talvolta perfidi) assolutamente fulminanti.
Molto naturali gli interpreti, sia i ragazzi che gli adulti, compresa la quasi fantozziana coppia dei genitori di Banana, la sorella Emma, laureata con lode che non trova lavoro e la perfida professoressa Colona, interpretata da un'ottima Anna Bonaiuto.
Anche il regista e' nel cast degli attori in qualita' dell'ex ragazzo di Emma, alle prese con una compagnia teatrale di ragazzini ai quali vorrebbe fare interpretare Shakespeare, invano.
La colonna sonora (molto discreta) e' addirittura di Nicola Piovani.
Assolutamente consigliato a tutti.
